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IRENE DI LIBERTO

LA STORIA DI UNA MISS MAMMA ITALIANA:
DAL MORBO DI CROHN ALLA PASSERELLA


irene_miss_mamma_2Oggi vi racconto una storia, una di quelle col retrogusto dolce e amaro allo stesso tempo, ma piena di speranza  e di grande aparbietà.
Un racconto di vita che si consuma tra sorrisi a denti stretti, malesseri, grinta e testardaggine in abbondanza.
Questa è la storia di Irene: donna, mamma, scrittrice, impiegata e chi più ne ha più ne metta.
Una di quella ragazze che sprizza gioia da tutti i pori, dotata di un senso dell’humor che in pochi hanno.
Partecipa, un po’ per gioco un po’ per sfida, al Concorso di bellezza e simpatia Miss Mamma Italiana.
Indecisa fino all’ultimo istante se andare o meno alla selezione, alla fine decide di buttarsi in quest’ennesima competizione.
Sfila per due ore di  fila, pur non avendolo mai fatto prima, e si cimenta nella prova di abilità.
Sceglie di leggere una sua filastrocca dedicata proprio alle donne come lei e a tutte le donne: multitasking ed eclettiche, una sorta di wikipedia della famiglia.
Con sua grande emozione, supera brillantemente la selezione e con la fascia di Miss Glamour si classifica tra le finaliste del concorso.
Fin qui, direte voi, nulla di così eclatante.
In effetti, no, se non fosse che, quando si chiude il sipario che la separa dal pubblico, scopro una donna sofferente, malata, che a mala pena si regge in piedi. Mi racconta del suo calvario fatto di ospedali e dolori insopportabili. 
Ormai da quattordici  anni è affetta dal Morbo di Crohn, patologia che io stesso sconoscevo prima di parlarne con lei.

Parlaci un po’ di Irene. Chi è Irene Di Liberto?

“Nasco in Sicilia, ma da venti anni vivo in Umbria, terra che io definisco  “mia madre adottiva” perché è riuscita ad accogliermi come solo un genitore può fare. Sono mamma di Cristian, un bellissimo bimbo di otto anni che, come tutti i bambini, con la sua spontaneità sta insegnando a me più cose di quante io possa insegnare a lui.
Irene sono io, sei tu, è la donna italiana media: è la tua collega di ufficio, la casalinga che incontri al supermercato mentre fa spesa di corsa perché poi deve riprendere il figlio da scuola, è quella donna che pur di far quadrare i conti a fine mese fa i salti mortali.
Nella prossima domanda non mi chiedere quanti anni ho perché non te lo dirò mai”.

Avrei voluto chiedertelo, ma ormai ti farò un’altra domanda: cosa è il Morbo di Crohn?
“Il Morbo di Crohn da molti è conosciuto come la “malattia della pupù”, ma purtroppo non è solo questo che lo caratterizza. E’ molto, molto più complesso.
E’ un’infiammazione  cronica intestinale, dove “cronica” sta per: non si può più tronare indietro,
che colpisce l’intestino in maniera più e meno grave, portandolo ad uno stato infiammatorio perenne con ulcerazione e sanguinamenti.
E’ una patologia pazzerella che spazia dalle coliche alle rettoraggie ; per non parlare della stanchezza perenne che spesso mi  costringe  a condurre una vita un po’ appartata.
Anzi no, ogni tanto viaggio: vago da un ospedale all’altro in cerca di cure e bravi medici e quando ho proprio tanta fame mi attaccano delle flebo che dice non facciano ingrassare.
Perché ormai sono una Miss e ci tengo alla mia linea.
A parte gli scherzi, l’unica cosa certa di questa malattia è che non ci sono certezze.
Che adesso stai bene e fra dieci minuti sei ricoverata d’urgenza al pronto soccorso più vicino”.

A livello concreto, come influisce questa patologia nella tua vita di tutti i giorni?

Oltre alle lunghissime sedute al bagno, che possono essere o meno accompagnate da sangue e muco, giusto per non  farci mancare nulla, la continua astenia, dovuta, soprattutto ad anemia da stillicidio,  spesso mi costringe a restare in casa e disdire numerosi impegni.

Ho degli atroci dolori muscolari che ormai si sono così tanto affezionati a me da non lasciarmi mai sola”.

Quindi anche oggi, mentre ti ho vista sfilare e recitare sul palco col grembiule non stavi bene?

“Oggi, per fortuna sono stata graziata, ma vengo da mesi molto pesanti. Anche la settimana scorsa non è stata delle migliori.
Sono stata indecisa fino all’ultimo momento se venire o no, soprattutto  perché mi succede di fare lunghe e inaspettate riunioni in bagno, quindi: o sto sul palco o sto in bagno.
Alla fine, ho optato per il sì e la mia testa dura, come al solito, mi ha premiato”.

Che esperienza è stata Miss Mamma italiana?

“E’ stata un’esperienza unica, fatta soprattutto di mamme che sono qui, come me, ognuno con la sua storia.
Era giusto che ci fosse un concorso dedicato a noi mamme. Credo lo meritiamo per il lavoro silenzioso e costante di ogni giorno. E finalmente qualcuno ha pensato anche a noi.
Il patron  della manifestazione Paolo Teti e sua moglie Grazia, che  portano avanti in maniera seria e professionale, ormai da ventiquattro anni questo concorso, mi hanno aiutata  a superare l’emozione e mi hanno inoltre coinvolta, insieme alle altre, in una serie di eventi, tra i quali quello di far parte della nazionale italiana di mamme.
Sono strafelice di aver partecipato e anche di essere tra le finaliste 2017 perché questa in realtà era una sfida con la mia malattia e  un incoraggiamento a chi, come me, soffre di questa patologia, ma anche di altre a non arrendersi mai.
Ho voluto dimostrare a quest’ospite indesiderato e prepotente che i suoi attacchi a sorpresa non mi fanno paura e che la mia cocciutaggine è più forte di lui.
Insomma, se John Fiztegerald Kennedy è riuscito a portare avanti i suoi impegni da presidente degli Stati Uniti, pur essendo affetto dal Morbo di Crohn, ce la posso fare anche io”.

Progetti per il futuro?

Il “Progetti dei progetti”, per me è quello di seguire mio figlio fin quando avrà bisogno di me.
Ma non è l’unico.
Ho già scritto dei libri, uno di fiabe “Fata la strega arruffata”, insieme ad altre amiche scrittrici, e uno nel quale si parla  di una violenza domestica “La giusta luce”, con il gruppo di scrittori Scriviperbene del quale faccio parte e che scrive, devolvendo il ricavato dei  libri in beneficenza.
Sono stati dei progetti corali che mi hanno arricchito sia a livello personale che professionale.
Ho, inoltre, curato i testi in italiano  del libro tattile per non vedenti “Questo è Sole, questa è Luna”, mentre la parte in inglese e i disegni sono di una mia carissima amica, Elvira.
Perché credo che bisogna mettere a disposizione le proprie capacità in favore degli altri.
Vorrei, quindi, continuare in futuro su questo filone.

Ho in progetto un libro autobiografico,  per dare speranza a tutte le persone affette dal Morbo di Crohn, in cui racconterò la mia battaglia contro questo “mostro” che però non mi ha impedito di inseguire i miei sogni e di realizzarli.
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S’intitolerà “Mr. Crohn e il phon” che vuole essere una metafora, una contrapposizione tra l’essere bella, cominciando dal tenere i capelli a posto col phon e l’essere malati.
E poi “phon” è l’unica parola che fa rima con “crohn”.

Il ricavato del libro andrà alla ricerca sulle malattie croniche intestinali.
Soprattutto perché voglio scoprano un altro esame, per diagnosticare la patologia, che sia un po’ più simpatico della colonscopia, con la quale non vado per niente d’accordo.



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