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Glossario
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Americana
L'americana è il nome che si
dà al supporto che regge i
riflettori. Può essere
nascosta o a vista per gli
spettatori, posizionata su
delle torrette o supporti ai
lati del palcoscenico o
appesa con dei tiri alla
graticcia del palcoscenico e
dunque pendere dall'alto.
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A parte
È la battuta che un attore
dice rivolto al pubblico o
fra sé e sé senza che, per
consolidata convenzione,
venga "sentita" dagli altri
personaggi. Spesso gli "a
parte" richiedono una
recitazione e una
illuminazione particolare.
Talvolta gli "a parte" si
arricchiscono di
significato, assumono un
valore fortissimo per la
comprensione del testo e dei
personaggi. In questo senso
esemplare è il fluviale
dramma di Eugene O'Neill
Strano interludio dove
gli "a parte" (in questo
caso chiamati stream of
consciousness, corrente
di coscienza), si dilatano
talmente da assumere il
valore di un testo spesso
contrapposto a quello che i
personaggi dicono in modo
palese. |
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Applauso
Normalmente si applaude alla
fine di uno spettacolo o di
ogni atto o di ogni scena
secondo il gradimento più o
meno accentuato che il
pubblico può avere per il
testo, la regia, gli
interpreti. L'applauso può
anche essere di sortita e
segnala il benvenuto che lo
spettatore tributa a un suo
beniamino. Può essere di
ammirazione per la
performance di un interprete
e solitamente scoppia alla
fine di un monologo, di una
tirata, Può essere ironico e
allora ha lo stesso valore
di un fischio. |
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Arcoscenico
È la parte superiore, spesso
curva, che delimita lo
spazio scenico, in questo
caso il palcoscenico, nei
confronti della platea.
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Atto
Uno spettacolo può essere
composto di uno o più atti.
Nel primo caso si dice che è
un atto unico; nel secondo
gli atti sono spesso
separati gli uni dagli altri
da un intervallo che
permette di cambiare le
scene o di dare agli
spettatori un po' di riposo.
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Attore
L'attore è colui che recita
su di un palcoscenico, di
fronte a un pubblico. La sua
funzione, caricata di
sacralità -era il vero e
proprio officiante di un
rito- aveva un'importanza
fondamentale nella tragedia
greca. Si fa risalire a un
attore nomade, il mitico
Tespi, l'invenzione di un
primordiale palcoscenico su
cui recitare le composizioni
poetiche dei grandi autori.
Sempre al tempo della
tragedia greca si
definiscono i ruoli: il
primo attore, il secondo
attore, il terzo attore.
La funzione dell'attore sia
comico che tragico è molto
importante anche nel teatro
romano, dove i primi attori
erano di origine etrusca, ma
perde la sua influenza nel
corso del Medio Evo. Per
ritrovare la stessa
centralità della figura
dell'attore bisognerà
aspettare il Rinascimento,
il teatro elisabettiano al
tempo di Shakespeare.
Fare l'attore insomma, non
ha mai avuto le stesse
caratteristiche nel corso
della storia del teatro.
Definizioni come attore
romantico, attore borghese,
per esempio, hanno un senso
molto preciso e significano
un modo particolare di
recitare, di essere.
Moltissimi grandi
rinnovatori della scena,
qualsiasi siano i tempi in
cui sono vissuti, persuasi
dell'importanza del ruolo
dell'attore hanno dedicato
alla sua arte importanti
studi e riflessioni,
talvolta addirittura dei
"metodi" veri e propri.
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Attrezzista
Colui che sotto la
supervisione del direttore
di scena, è responsabile del
controllo e dello
spostamento degli oggetti
(per esempio un tavolo, i
piatti, una poltrona) che si
trovano sulla scena. I
teatri più importanti come
il Piccolo Teatro hanno una
loro attrezzeria dove si
conservano gli oggetti che
sono serviti per spettacoli
che possono essere ripresi o
che possono essere riciclati
per altri. Le compagnie e i
teatri meno importanti
spesso si rivolgono a
laboratori specifici o a
depositi, come il celebre
"Attrezzerie Rancati", dove
si può trovare di tutto.
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Balconata
Posta sopra la platea, detta
anche galleria (nei teatri
lirici equivale al loggione)
contiene posti solitamente
collocati a gradinata.
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Barcaccia
Palco di ampie dimensioni,
posto lateralmente a fianco
del palcoscenico. La
barcaccia è stata molto
importante nel teatro di
rivista: lì prendevano posto
i veri conoscitori del
genere, i fan delle
soubrettes. Oggi l'unico
teatro a Milano ad avere
ancora la barcaccia è il
Nuovo. |
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Battuta
E' formata dalle parole e
dalle frasi recitate dagli
attori durante un dialogo a
due o più persone. Una
battuta può essere seguita
da una pausa più o meno
lunga, per sottolineare la
battuta stessa. Una battuta
può anche essere detta male.
In questo caso si dice
"buttare via" una battuta.
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Bilancio
Gioie e più spesso dolori di
un teatro o di una compagnia
teatrale, il bilancio può
essere passivo, quando è in
perdita, attivo quando c'è
un guadagno. Il bilancio,
che allinea le entrate e le
uscite ed è costituito da
diverse voci, può essere
stagionale, parziale,
complessivo, di previsione
(e in questo caso è anche
chiamato preventivo) di
chiusura dell'attività e in
questo caso si chiama
consuntivo. |
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Birignao
Recitazione sofisticata
tutta centrata sulla varietà
di toni, sulle modulazioni
magari eccessive per
sottolineare sentimenti come
la commozione, l'angoscia,
le lacrime. Il maggior
esperto del genere, Orio
Vergani, sosteneva che fosse
una parola di origine
bolognese. |
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Bis
È una parola usata in tutte
le lingue del mondo,
popolare soprattutto nel
teatro musicale e nell'opera
quando il pubblico richiede
a viva voce ai suoi
beniamini non tanto di
ripetere qualcosa quanto di
esibirsi ancora. Nel teatro
di prosa il bis si richiede
solo ai grandi mostri sacri,
magari nel corso della loro
esibizione in una vera e
propria serata d'onore o
alla fine di uno spettacolo.
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Boccascena
Altezza e larghezza dello
spazio aperto che delimita
il palcoscenico nei
confronti della platea.
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Borderò
Incassi di una serata,
separati dal diritto di
autore e dalle imposte. È il
documento che controlla la
SIAE, la Società Italiana
degli Autori, che lo firma
attestandone la regolarità.
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Botteghino
È la biglietteria di un
teatro. L'esaurito di
botteghino, cioè la vendita
totale di tutti i biglietti
disponibili per uno
spettacolo è il sogno di
tutti i teatranti. Eterno
nodo del contendere fra i
teatri sovvenzionati e che
si reggono sull'abbonamento
e le compagnie che invece si
basano sulla sola vendita
dei biglietti (oggi peraltro
quasi nessuno). In inglese
il botteghino viene chiamato
box office, da cui
discendono altri termini
ormai entrati in uso: la
legge del box office,
sbancare il box office, ecc.
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Buca
Quando c'è è posta al centro
del palcoscenico, al
proscenio. Lì nel teatro
all'antica italiana si
metteva il suggeritore il
cui compito era quello di
intervenire per cercare di
superare i vuoti di memoria
degli attori. La buca del
suggeritore ha avuto un
senso quando si andava in
scena con poche prove,
spesso raffazzonate.
La buca del suggeritore è
stata eliminata d'imperio
nel teatro italiano, subito
dopo la guerra quando si
affermò anche presso di noi
il ruolo del regista.
Effettivamente la presenza
così palpabile del
suggeritore rompeva un
processo d'identificazione,
quell'abbraccio magico che
avvolgeva il pubblico. Ma la
figura del suggeritore non è
sparita dal nostro teatro.
Oggi, infatti, il
suggeritore sta in quinta,
nascosto agli spettatori. La
storia del teatro è piena di
gustosi aneddoti legati al
rapporto fra attori e
suggeritori. |
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Buttafuori
Funzione in disuso in
teatro, ma molto importante
nelle discoteche dove il
buttafuori ha il compito di
regolare o d'impedire
l'accesso o, letteralmente,
di buttare fuori le persone
moleste. Oggi in teatro, il
compito che era del
buttafuori viene ricoperto
dal direttore di scena, che
dà -come si dice in gergo-
il "quarto d'ora" agli
attori, seguito dal fatidico
"chi è di scena".
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Cambio
Raramente uno spettacolo si
svolge in una scena fissa.
Quando ciò non avviene ci
sono i cambi di scena che
normalmente avvengono
nell'intervallo fra un atto
e un altro o durante un
buio. Importanti sono anche
i cambi luce, significativi
per restituire il tempo,
l'ora ma anche la chiave
psicologica di uno
spettacolo. I cambi sia di
scena (con l'aiuto dei così
detti servi di scena), che
di luci (ormai negli
spettacoli più impegnativi
sono computerizzati) che di
costume possono avvenire
anche a vista. |
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Camerino
È il locale in cui gli
attori indossano il costume
di scena, si truccano, prima
dello spettacolo e nel quale
poi, al termine della
recita, rimettono i loro
vestiti dopo essersi fatti
una doccia. Sui camerini,
che possono essere singoli o
comuni, si è sviluppata una
vera e propria letteratura.
Ci sono attori che parecchio
tempo prima dello spettacolo
arrivano per spogliarsi
metaforicamente della
quotidianità e incontrare il
proprio personaggio.
Il grande Stanislavskij ci
racconta che così si
comportava Guido Salvini. In
tempi più recenti così
facevano famosi uomini di
teatro come Eduardo e come
Tino Carraro. I camerini del
Piccolo Teatro hanno una
storia tutta particolare:
quando in via Rovello
risiedevano le milizie
fasciste di Ettore Muti,
questi locali erano celle di
tortura. Grassi e Strehler,
quando vi entrarono per la
prima volta, trovarono i
muri ancora sporchi di
sangue e coperti di scritte
disperate. |
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Cantinella
È un'asta lunga normalmente
quattro metri. Viene usata
dai macchinisti nella
costruzione delle scene, ma
può anche pendere dal
soffitto del palcoscenico
legata a funi per appendervi
quinte o riflettori.
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Capocomico
Figura tipica del teatro
all'antica italiano. Il
capocomico, personaggio che
si ritrova in alcuni drammi
pirandelliani, ormai non
esiste più. Il suo ruolo
nelle compagnie private,
infatti, è stato preso, su
imitazione del teatro
americano, dal produttore.
Caratterista |
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Caratteristica
Attore non protagonista
specializzato in ruoli di
personaggi a tutto tondo,
ben definiti. Per esempio la
signora grassa, il
balbuziente, il ragazzo con
i brufoli, ecc. |
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Cartellone
Programma di una compagnia,
di un teatro, di una
rassegna, di un festival. È
la "carta d'identità" delle
scelte di un gruppo, di un
direttore artistico.
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Chiamata
Sono gli applausi che
richiamano in scena gli
attori alla fine di uno
spettacolo. Anche un attore
singolo può essere di
"chiamata": il che significa
che è molto popolare, che
attira il pubblico e, si
presume, i suoi applausi.
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Clacque
Parola di origine francese
che definisce degli
spettatori un po' speciali
che non pagano il biglietto
e il cui compito è quello di
applaudire lo spettacolo, di
sostenere la prova di un
attore. C'è stato un tempo
in cui la claque poteva
garantire la fortuna di un
autore e di un lavoro
teatrale. Oggi la claque è
caduta in disuso, e quando
la si usa ancora, ci si
accorge subito della sua
presenza perché i giovani
claquers non hanno l'abilità
e l'esperienza dei vecchi.
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Commedia
Un testo che presuppone il
lieto fine o perlomeno il
divertimento anche se
qualcuno ci lascerà spesso
le penne. La commedia come
genere satirico nasce in
Grecia e si distingue dalla
tragedia non solo per
l'argomento ma anche per la
recitazione, i costumi, ecc.
Si può tranquillamente dire
però che ogni epoca ha la
sua commedia e che il genere
ha subito nei secoli varie
evoluzioni. Oggi con molto
pressappochismo si usa il
termine in modo generico per
indicare il teatro di un
autore non importa se
divertente o drammatico.
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Compagnia
L'insieme degli attori
professionisti che si
riunisce sotto l'egida di un
capocomico o produttore. La
prima compagnia nasce a
Padova nel 1545. Importanti
sono poi state le compagnie
dei comici dell'arte che si
sono sparse per tutta
Europa. È difficile che una
compagnia privata abbia una
sede stabile. In questo caso
si chiama compagnia di giro,
termine che sta a
significare le tournée che
la compagnia compie toccando
città diverse. |
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Comparsa
Chi partecipa a uno
spettacolo senza pronunciare
una battuta, pur essendo
vestito e truccato. Un tempo
anche gli spettacoli
teatrali avevano un alto
numero di comparse. Oggi
però questo lavoro ha spazio
solo nella grandi produzioni
operistiche, nel teatro
d'operetta e nel cinema.
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Controscena
L'azione muta che sviluppa
un attore contemporaneamente
a quella parlata dall'altro
attore. Ci sono attori
abilissimi nelle controscene
che spesso usano per
attirare su di sé
l'attenzione del pubblico
rubando la scena a chi
recita con loro.
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Copione
Testo su cui si lavora
durante le prove di uno
spettacolo. Sul copione
viene segnato tutto, dalle
pause al cambiamento di
luci, alle posizioni degli
attori in scena, ai gesti da
compiere, ecc. Non tutti i
copioni portano le medesime
annotazioni e così gli
attori segneranno sul loro
copione le cose che
riguardano il loro
personaggio, i tecnici delle
luci i cambiamenti di
illuminazione al momento e
alla battuta precisa in cui
vanno fatti. Il copione che
porta tutte le annotazioni è
quello del regista.
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Coro
Parte fondamentale della
tragedia greca nella quale
l'autore esprimeva il suo
punto di vista o quello
della gente comune. Il coro
era composto di parti
recitate e cantate dai
coreuti tutti insieme. Solo
il corifeo aveva delle
battute singole.
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Costume
Abito di scena (ma può anche
comprendere cappello,
guanti, scarpe, camicie
ecc.), che può essere
d'epoca o contemporaneo.
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Costumista
Chi in accordo con il
regista e lo scenografo
disegna i costumi,
scegliendone i tessuti e i
colori. Il costumista (o la
costumista) sovrintende
anche alla realizzazione
degli stessi da parte delle
sarte. |
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Coturno
Calzatura a suola molto alta
usata dagli attori
nell'antichità. Serviva per
dare maestà al personaggio,
per renderlo fuori della
norma anche come statura.
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Datore luci
Oggi chiamato anche Light
designer. È un tecnico
fortemente specializzato che
lavora in sintonia con il
regista contribuendo a
creare il segno visivo di
uno spettacolo. Un tempo le
luci venivano tutte fatte a
mano; oggi, invece, si
lavora molto con il
computer. Alle dirette
dipendenze del datore luci o
light designer ci sono dei
tecnici che nella cabina
luci seguono ogni replica
dello spettacolo garantendo
il rispetto di tutte le
istruzioni, intensità e
posizionamento delle luci
riportate sul copione.
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Debutto
È il giorno in cui uno
spettacolo viene presentato
per la prima volta davanti
al pubblico. Si chiama anche
debutto ogni prima replica
in una nuova piazza o città.
Nel linguaggio teatrale si
dice che una compagnia fa un
numero di "debutti"
commisurato al numero di
piazze che visita.
Ovviamente il termine
debutto significa anche la
prima volta di un attore di
fronte a un pubblico.
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Decentramento
Vuol dire portare il teatro
ai quartieri, alle zone
decentrate, lontane dal
centro storico della città.
Il Piccolo Teatro "inventa"
negli anni Sessanta il
decentramento in base a una
vera e propria strategia
culturale: non portare
semplicemente degli
spettacoli fuori dalla casa
madre, ma creare nelle zone
presecelte il tessuto
connettivo di questa
esperienza. Per il Piccolo,
decentramento ha voluto dire
i teatri quartiere, spesso
tendoni da circo posti in
mezzo alle case, in zone
talvolta difficili anche per
la disgregazione del tessuto
sociale. |
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Diaria
Quanto riceve un attore
oltre il suo compenso per il
mantenimento giornaliero
durante la tournée.
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Direttore di sala
Il responsabile del buon
andamento della sala
teatrale. Da lui dipendono
per esempio, le cassiere, le
maschere, il bar, il
guardaroba, ecc.
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Direttore di scena
Responsabile del
palcoscenico, del suo
funzionamento e dei tecnici
che ci lavorano. È anche
colui che dà agli attori il
"tempo" della loro entrata
in scena. |
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Drammaturgo
Chi scrive testi per il
teatro. Nei paesi di lingua
tedesca il drammaturgo ha
anche il compito di
consulente culturale di un
teatro e, in questo senso,
affianca il lavoro del
regista. |
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Epico
È il teatro che nasce in
Germania su spinta di Erwin
Piscator e, soprattutto, di
Bertolt Brecht che stilò
anche le regole fondamentali
di una forma di teatro che
nasceva in reazione al
naturalismo (vedi).
Caratteristica del teatro
epico è la cosiddetta
recitazione in terza persona
o effetto di straniamento (vedi),
che fa appello alla ragione,
alla riflessione dello
spettatore più che alle sue
emozioni. |
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Fare porta
Fare entrare il pubblico in
teatro e poi in sala poco
prima della
rappresentazione.
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Farsa
Nata già in epoca classica
questa forma teatrale si
sviluppa anche nel Medio Evo
per merito dei giullari e
resta in auge anche in epoca
moderna (per esempio con
autori come Feydeau e
Labiche) e contemporanea
(per esempio famose sono le
farse estremamente
grottesche dell'inglese Joe
Orton). |
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Fondale
La stoffa nera o anche
colorata che costituisce lo
sfondo della scena; può
scendere o salire a seconda
delle necessità.
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Fonico
È il tecnico che si occupa
dell'installazione, del
funzionamento delle
apparecchiature talvolta
molto sofisticate,
attraverso le quali, nel
corso di uno spettacolo si
diffondono in sala musiche,
voci, in diretta o
registrate. |
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Forno
Fare un forno è la cosa più
temuta da un direttore di
teatro, da un impresario, da
un attore. Significa non
avere o quasi spettatori in
sala. |
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Foyer
Detto anche ridotto, è lo
spazio dove stazionano gli
spettatori prima dello
spettacolo o durante gli
intervalli. Si trova davanti
alla sala dove si recita o è
ad essa collegato dai
corridoi. |
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Galleria
vedi Balconata.
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Graticcia
È il soffitto del
palcoscenico costituito da
una struttura di legno o di
metallo. Alla graticcia sono
collegati mediante dei tiri
quinte e fondali. La
graticcia è fondamentale per
spettacoli di una certa
complessità. |
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Impresario
Chi organizza la compagnia
per quel che riguarda
l'aspetto amministrativo,
organizzativo con
responsabilità giuridica e
fiscale. |
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Improvvisazione
Esercizio su di un tema
dato. L'improvvisazione è
stata molto importante al
tempo della commedia
dell'arte chiamata anche
teatro all'improvviso. Oggi
l'improvvisazione è uno
strumento fondamentale nel
lavoro dell'attore nel suo
cammino verso il personaggio
(vedi). |
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Istrione
Termine di derivazione
etrusca anticamente
designava l'attore. Oggi si
dice istrione un attore
eccessivo, che punta
sull'enfasi per conquistare
il successo presso il
pubblico. |
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Macchinista
Tecnico che monta e smonta
le scene durante la
rappresentazione. Suo
compito è anche montare
tutte le strutture di
palcoscenico sia nelle
recite in sede sia nei
debutti nelle diverse
piazze. |
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Maschera
Con questo termine si
definiscono cose diverse: la
maschera che ricopre tutto o
in parte il volto
dell'attore, che riproduce
le fattezze di un animale o
alcuni tipi della Commedia
dell'Arte accentuandone la
caratterizzazione; la
cosiddetta maschera neutra
priva di qualsiasi
accentuazione di carattere
che spesso copre il volto di
un mimo; la persona che
all'ingresso di un teatro
controlla i biglietti degli
spettatori e li accompagna
al loro posto. |
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Mattatore
È l'attore protagonista
assoluto di uno spettacolo
per la sua capacità di
attirare su di sé, non solo
per via del suo talento ma
anche con ogni tipo di
"trucco", l'attenzione degli
spettatori. |
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Mimo
Attore che si esprime solo
attraverso la gestualità e i
movimenti del corpo e del
volto. |
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Mixer
Apparecchiatura che
collegata al sistema di
amplificazione ed ad altre
apparecchiature acustiche
consente la miscelazione
delle sorgenti sonore
enfatizzando od attenuando
particolari suoni
attraverso circuiti
elettronici comandati da
potenziometri normalmente a
cursore. |
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Monologo
Testo scritto per un solo
attore ma anche quella parte
di un testo in cui un unico
personaggio recita un lungo
assolo. In questo caso, il
monologo si chiama anche
tirata. |
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Mostro sacro
Termine usato per indicare
gli attori che sulla scena
mantenevano ancora
un'autorità totale di stampo
ottocentesco. Oggi si usa
ancora questo termine per
indicare attori, registi,
cantanti, ballerini di
indiscutibile grandezza e
carisma. |
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Musical
Genere teatrale che unisce
alla recitazione anche il
canto e la danza |
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Naturalismo
Movimento letterario e
teatrale sorto in Francia
nella seconda metà
dell'Ottocento e, in
seguito, in Germania, in
Inghilterra, in America, in
Russia. Il naturalismo
voleva essere una
riproduzione fedele della
realtà, sia nella struttura
sociale che politica. Per
quanto riguarda la
recitazione il termine
naturalismo sta a
significare un modo di
recitare che riproduce la
vita, con assoluta
naturalezza. |
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Occhio di bue
Proiettore mobile che
illumina con un fascio di
luce a cono i movimenti di
un attore sulla scena o una
parte del palcoscenico o il
pubblico stesso,detto anche
seguipersona (vedi).
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Padella
Luce dall'alto a carattere
diffuso che illumina il
palcoscenico come una luce
di servizio prima e dopo lo
spettacolo. Oggi pochissimo
usata. |
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Palco
Nei teatri di tradizione,
soprattutto d'opera, il
palco è di primo, di
secondo, di terzo ordine a
seconda del piano in cui si
trova, ed è una specie di
balconcino che si affaccia
sulla sala. |
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Palcoscenico
Il luogo in cui avviene
l'azione, sopraelevato
rispetto alla platea per
permettere agli spettatori
seduti la visione
dell'azione. Sul
palcoscenico ci sono tutti i
dispositivi scenotecnici che
servono allo svolgimento
dello spettacolo.
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Papera
Errore, spesso
involontariamente comico,
nel dire una parola da parte
di un attore. |
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Performance
Interpretazione
particolarmente
significativa da parte di un
attore. Negli anni Sessanta,
al tempo della nascita
dell'avanguardia teatrale,
performance, termine
di origine anglosassone,
stava a significare uno
spettacolo interpretato da
una persona sola di non
lunga durata spesso
esclusivamente gestuale.
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Personaggio
Un testo teatrale può
contemplare uno o più
personaggi. I personaggi
sono i protagonisti di una
storia. |
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Piazzato
Il piazzato è la
disposizione delle luci di
una scena. |
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Pièce
Termine francese che
significa testo, opera.
Usato comunemente per
indicare un lavoro teatrale
scritto. |
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Platea
È il luogo dove prendono
posto gli spettatori, posto
di fronte al palcoscenico.
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Pomeridiana
Replica che si svolge di
pomeriggio normalmente nei
giorni festivi. |
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Portoghese
Chi è pronto a ricorrere a
ogni sotterfugio pur di
assistere gratis a uno
spettacolo. |
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Praticabile
Piattaforma fissa o mobile
che sostiene elementi
scenici e personaggi. Può
affiancare il palcoscenico
come luogo di
rappresentazione in cui si
svolge un'azione
contemporanea o contrapposta
a quella che avviene sulla
scena. |
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Prima
È la prima volta in cui uno
spettacolo viene presentato
ufficialmente al pubblico.
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Proscenio
Striscia di palcoscenico più
vicina al pubblico, che
resta in vista anche quando
si chiude il sipario. Un
tempo gli attori dicevano i
loro monologhi al proscenio,
in modo da essere più vicini
possibile al pubblico.
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Prova
L'insieme del lavoro che il
regista, gli scenografi, i
costumisti, gli attori, i
tecnici compiono prima di
arrivare alla definitiva
messa a punto di uno
spettacolo. Si comincia con
le prove a tavolino in cui
si legge il copione e il
regista spiega la sua idea
del testo, il modo in cui
ipotizza la creazione dello
spettacolo e si continua
dopo qualche giorno di
tavolino con le prove in
piedi, cioè con gli attori
in palcoscenico ma ancora
senza i costumi dei loro
personaggi. Solo nei teatri
con mezzi maggiori gli
attori possono cominciare le
prove in piedi nelle scene
già montate. |
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Provino
Un attore si presenta con un
pezzo a memoria, da recitare
di fronte a un regista e al
suo staff al momento delle
audizioni che normalmente si
fanno per cercare gli
interpreti giusti per un
determinato ruolo.
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Pubblico
Croce e delizia del
teatrante. È l'insieme di
persone, gli spettatori, per
cui ogni sera si va in
scena. |
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Quarta parete
È la parete immaginaria,
inventata dal teatro
naturalista, che separa gli
attori dal pubblico,
costretto quasi a "spiare"
quanto avviene in scena. La
quarta parete può essere
simbolicamente rotta,
infranta, quando la
convenzione di separatezza
venga abbandonata per il
coinvolgimento fisico o
emozionale del pubblico.
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Quinta
Striscia di stoffa che
scende dall'alto fino al
piano del palcoscenico
chiudendolo ai lati. Da qui
l'espressione d'uso teatrale
"stare in quinta" cioè non
essere visibili allo
spettatore ma pronti ad
entrare in scena quando la
storia lo richieda.
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Recensione
Analisi critica di uno
spettacolo appena andato in
scena pubblicata su di un
quotidiano o su di una
rivista ma anche detta per
radio o televisione. Una
recensione può essere
positiva o negativa. In
quest'ultimo caso è detta
stroncatura. |
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Recital
Termine inglese che
definisce uno spettacolo per
attore solo recitato e
magari anche cantato e
ballato. |
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Regista
Chi tiene le fila dello
spettacolo sia dal punto di
vista artistico che
organizzativo in modo che il
risultato sia senza
squilibri e di alto livello
artistico. Funzione
affermatasi soprattutto in
Germania nella seconda metà
dell'Ottocento, la regia ha
avuto diritto di
cittadinanza in Italia
piuttosto tardi.
Basti pensare che il termine
regia, derivato dal tedesco,
è stato introdotto nel
vocabolario Migliorini della
lingua italiana solo nel
1932. In Italia la regia ha
mosso con difficoltà i suoi
primi passi negli anni
Trenta scontrandosi
immediatamente con lo
strapotere del grande attore
detto anche "mostro sacro".
Ma si è affermata con forza
e creatività soprattutto
dopo la seconda guerra
mondiale con nomi come
Luchino Visconti, Giorgio
Strehler, Orazio Costa.
Subito dopo il '68 anche la
funzione del regista è stata
messa in crisi da un'idea
della regia collettiva, di
gruppo. Poi c'è stata la
moda degli attori che hanno
cominciato a dirigere se
stessi.
Ma ancora oggi regia
significa garanzia di una
messinscena aperta alla
cultura, innovatrice, poco
incline
all'autocelebrazione.
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Repertorio
L'insieme della produzioni
che caratterizzano un teatro
costituendone la storia e
che possono essere riprese
in qualunque momento. Per un
attore il termine significa
i ruoli, le parti che è in
grado di recitare, che
appartengono alle sue
caratteristiche di
interprete. |
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Replica
Le rappresentazioni di uno
spettacolo che vengono dopo
la prima o, se si è in
tournée, il debutto.
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Ribalta
La parte più esterna del
palcoscenico che segna il
confine fra il proscenio e
la platea. Anni fa la
ribalta era corredata di
luci, chiamate "luci della
ribalta" che illuminavano da
sotto in su gli attori. Oggi
questo tipo di luci è stato
spazzato via dai moderni
sistemi di illuminazione.
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Sarta
È chi fa i costumi,
basandosi su disegni della
(o del) costumista. Spesso
anzi l'affianca con la sua
esperienza nella scelta dei
materiali e delle stoffe da
usare. Nei teatri più
importanti c'è una sartoria
con una o più sarte che,
spesso, nel loro lavoro,
devono fare i conti con i
desideri, non sempre
realizzabili, di scenografi
e costumisti. La sarta, che
sta anche a contatto con gli
attori per le prove, spesso
faticose, dei costumi, deve
possedere, per sopravvivere,
un carattere soave o
determinato. |
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Scena
Nel teatro antico era la
piattaforma fissa su cui
recitavano gli attori. Oggi
sta a significare l'ambiente
in cui avviene l'azione.
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Scenografo
Chi, in sintonia con il
regista, studia
l'ambientazione, le
caratteristiche dello spazio
in cui si inserisce l'azione
teatrale. |
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Scenotecnico
Chi costruisce le scene
progettate dallo scenografo.
Uno scenotecnico deve
conoscere molto bene non
solo i materiali di cui si
serve ma anche le
caratteristiche del
palcoscenico in cui vanno
realizzati i progetti dello
scenografo. |
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Servo di scena
Chi ha il compito di portare
dentro e fuori dal
palcoscenico oggetti,
attrezzi. Oggi il servo di
scena è una figura in via di
estinzione, sostituita dalla
specializzazione
dell'attrezzista o del
vestiarista che ha il
compito di sovrintendere
alla vestizione dell'attore
principale. |
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Seguipersona
Proiettore mobile che
illumina con un fascio di
luce a cono i movimenti di
un attore sulla scena o una
parte del palcoscenico o il
pubblico stesso,detto anche
Occhio di bue (vedi) |
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Show
Termine di origine
anglosassone che significa
spettacolo e che si può
adattare sia al teatro
musicale che a quello di
prosa. Show sta anche a
significare l'esibizione o
il comportamento sopra le
righe di un attore, di un
regista e di un teatrante in
senso lato. Lo show ha le
sue leggi ferree che possono
essere economiche
(show-business) o di
comportamento. Molte volte,
per esempio, leggiamo sui
giornali, in occasione della
morte di un grande dello
spettacolo che, malgrado
tutto, the show must go
on, lo spettacolo deve
andare avanti. |
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Sipario
Tendaggio di stoffa, spesso
di velluto rosso, che
nasconde la scena agli occhi
dello spettatore. Il sipario
che è aperto
orizzontalmente, secondo
tempi precisi da un
siparista, può anche essere
preziosamente dipinto. Oltre
al sipario di stoffa esiste
un altro tipo di sipario:
quello di ferro, detto
mangiafuoco, importantissimo
per preservare le scene e
gli attori dagli incendi.
Brecht sostituì nel suo
teatro il sipario di velluto
rosso per lui connaturato al
teatro borghese,
illusionistico, con un
sipario a mezza altezza di
tela di colore neutro che
togliesse qualsiasi falsa
magia all'evento teatrale,
facendo intravvedere al di
là del filo, le scene già
pronte, le luci già accese,
ecc. |
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Sottopalco
Ambiente sottostante il
palcoscenico che può essere
usato anche come deposito
per gli attrezzi.
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Spalla
Attore che offre un supporto
insostituibile al
protagonista sostenendone la
recitazione, il ritmo. La
spalla è fondamentale nel
teatro comico. |
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Straniamento
In Brecht l'effetto di
straniamento è il processo
che permette a un attore il
distacco dal personaggio che
interpreta, verso il quale
si comporta come se lo
guardasse dal di fuori, da
cui l'affermazione "recitare
in terza persona".
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Suggeritore
Ruolo importantissimo quando
gli spettacoli venivano
provati pochissimo. Allora
il suggeritore stava nella
buca. Oggi invece il
suggeritore è visibile
solamente alle prove, mentre
durante le repliche sta in
quinta. |
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Taglio
Un fascio di luce che
illumina lateralmente o
diagonalmente un attore o
che evidenzia una parte di
scena o un oggetto.
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Tinca
Parola che definisce un
ruolo secondario di non
molta soddisfazione per un
attore ma fondamentale per
lo svolgersi dell'azione.
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Tiro
Sistema di funi e
carrucole che consente lo
scorrimento verticale di
scene o apparati. |
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Tournée
Le località diverse in cui
viene rappresentato uno
spettacolo secondo una
precisa organizzazione.
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Trovarobe
Chi è addetto alla ricerca
di oggetti che servono a uno
spettacolo e che non sono
costruiti appositamente.
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Truccatore
Chi ha per compito quello di
inventare un trucco adatto a
un determinato personaggio
in sintonia con la chiave
del regista e con la
caratteristiche della
recitazione prescelta e
anche del costume del
personaggio in questione. Un
trucco può essere
elaboratissimo ma dare
l'impressione di essere
assolutamente naturale
oppure essere aiutato da
posticci di ogni genere.
Importantissimi per la buona
riuscita del lavoro di un
truccatore sono i materiali
che si usano per il trucco
che devono essere di ottima
qualità e soprattutto
resistenti al sudore.
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Zanni
Personaggio di servo della
Commedia dell'Arte ora buono
e un po' sciocco, ora
scaltro e astuto. Gli zanni
portano sempre la maschera
sul volto. Fra i personaggi
di zanni più noti
Arlecchino, Brighella,
Pulcinella. |
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