Storie di Donna

Due avvenimenti attuali, la presa di coscienza delle donne e lo sbarco degli immigrati a Lampedusa, mi hanno ricordato il racconto che avevo ricavato e tradotto da una inchiesta fatta da un settimanale tedesco. 

Ho deciso cosi di mandarvelo...
 

 

Devi tenerti pronta, le ha detto Brian, presto si parte. Aspettiamo che si calma il vento, che arrivano i gommoni. Forse domani, al massimo una, due settimane.
Patricia ha fatto un fagotto. Una lista di numeri telefonici, una camicetta, biancheria, un paio di calzoni, una banconota di 20 Euro, stipati in una busta di plastica, sigillata con lo skotch per non far penetrare acqua.

Patricia ha paura dell´acqua, non sa nuotare. Conosce tanti che sono annegati. Ma non c`è altra scelta. Questa è la rotta, il solo percorso che è in grado di pagare. La traversata dello stretto di Gibilterra, le hanno detto, è molto più breve di quella per Lampedusa. Ci crede. Vuole approdare il più presto possibile in Europa e raggiungere il fratello a Stoccarda. Il cammino di Patricia è durato 2 anni.....L`odissea di Patricia, 27 anni, incomincia nel gennaio del 2001. Due volte è finita in carcere. Nel suo lungo cammino ha sofferto la fame, la sete, si é fratturata una gamba. Ha attraversato quello che si chiama il sentiero del sangue.

Brian le aveva detto di tenersi pronta. Patricia ha pagato 1000 Euro. Sono soldi che le ha mandato uno zio dall`America. I Nigeriani dicono che Brian è il padrone di Tangeri, un connections-man. Un signore che controlla viaggi illegali, traffico di donne, forse droga, ma sopratutto è un signore che ha il controllo delle rotte dei gommoni che salpano il mare. A Tangeri ci sono una dozzina di Patrons nigeriani. Pedro è quello più importante, Sato è uno che non ha mai perso per strada un`imbarcazione. Di contro, Utschi ne ha perso diverse, l`ultima a Febbraio, un`imbarcazione con a bordo 40 adulti e 4 bambini. Prima di annegare, i passegeri hanno chiamato col telefonino Tangeri, segnalando disperatamente il pericolo. In merito circolano molte voci, ma nessuno saprà mai quello ch`è successo quella notte. La scomparsa di un gommone è una perdita notevole per i Patrons. Soltanto una delle future prostitute che si trovano a bordo significa una perdita di 5000Euro.....
 
Ma il vero viaggio di Patricia comincia una mattina a Lagos, davanti al Consolato Tedesco. La giornata è afosa, la fila interminabile. Patricia ha in mano l`invito che le ha mandato il fratello che vive in Germania. Quando arriva il suo turno si vede respinta la domanda di Visto. Poco tempo dopo suo fratello trova un`altra scappatoia: Patricia deve procurarsi un Visto falso e partire in aereo dalla Costa d`Avorio per Londra. Il 4 Gennaio 2001, dopo aver rassicurato la madre che tutto andrà bene, prende in Nigeria la corriera. Ma, arrivata nella Costa d`Avorio non trova l`uomo che aveva pagato per il volo. Scomparso senza lasciar traccia. Patricia si ritrova a Abidjan sola, senza un soldo e senza Visto. Non può e non vuole tornare indietro. Bivaccando di qua e di là, conosce Charles, un ragazzo dal cuore grande, ch`era stato truffato come lei.

Patricia e Charles decidono di mettersi in cammino. Dal Mali al Marocco, attraverso il deserto del Sahara algerino. Nella notte vengono raggiunti da 2 Jeep che trasportano 40 clandestini. Vi salgono anche loro. Per cautela le jeep viaggiano solo di notte. Di giorno cercano riparo dal sole, dagli elicotteri. Una mattina le jeep partono senza far ritorno, lasciando i passeggeri nel nulla. In 8 riprendono il cammino notturno, guidati dal bagliore di una luce lontana. Strada facendo incontrano nomadi ai quali chiedono cibo, acqua. Patricia ha i piedi sanguinati, cammina appoggiandosi alle spalle di Charles. Finalmente, dopo 20 notti, raggiungono un villaggio sperduto dell`Algeria. Proseguono il cammino, senza soffermarsi sulle sofferenze. Un giorno forse racconteranno tutto ai figli. Attraversano a piedi la frontiera del Marocco. Un camion li porta fino a Tangeri.

Patricia vive illegalmente sei mesi a Tangeri, facendo lavori umili, chiedendo elemosina, sempre in attesa della traversata. Dopo sei mesi viene arrestata dalla polizia. Per molti anni il Marocco ha lasciato passare i clandestini, ma dopo pressioni e minacce da parte della CE, ha accettato il ruolo di baluardo che difende la fortezza Europa. Da quel giorno la gendarmeria rastrella strade, boschi e nascondigli. I malcapitati scoperti vengono riportati alla frontiera algerina. Dato che questa frontiera è chiusa da anni, gli indesiderati si ritrovano in una striscia di terra di nessuno.
Anche Patricia è stata trasportata nelle terra di nessuno. È sola, Charles è riuscito a nascondersi in qualche buco. Non sa cosa fare, ma deve prendere una decisione. Pensa di ritornare, di passare clandestinamente la frontiera, ma la spaventa il pensiero di dover riattraversare il deserto. Decide di andare avanti, di riprovare. Ora però è più attenta, sa dove nascondersi, riesce di nuovo a raggiungere Tangeri. Questa volta è andata meglio. Dei connazionali le trovano un nascondiglio. Riesce a mettersi in contatto con lo zio americano che le manda i soldi che Brian vuole per la traversata col gommone.

La gendarmeria della costa spagnola è inflessibile. Finisce nella prigione di Malaga, il luogo che, chiarite le formalità, la rispedirà indietro. Chiede asilo. In attesa di ottenerlo cerca di racimolare qualcosa per strada. Qualcuno la convince a prostituirsi. Resiste tre notti, poi scappa per Madrid. Si mette in contatto con il fratello, che la incoraggia a resistere. L`aiuterá a trovare una soluzione. Spera di sapere qualcosa di Charles che ha perso per strada. E con lui che un giorno sogna di poter vivere a Stoccarda...


P. Lo Re

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