Storie di Donne

Il piccolo libro di Rut si svolge all`aria aperta, nei campi, anche di
notte. È tempo di mietitura e una donna sta per entrare nella storia
d`Israele e del mondo. Dal grembo di Rut passerà la stirpe di Davide e
dunque del Messia.....

La Leggenda Dei Secoli

di

Victor Hugo

 

Sfinito di fatica Boàz s`era addormentato;
aveva lavorato nell`aia per tutto il giorno;
poi s`era fatto un letto al solito suo posto:
Boàz dormiva accanto a dei moggi di grano.

Era anziano, padrone di campi d`orzo e grano;
anche se ricco, era propenso alla giustizia;
l`acqua del suo mulino era monda di fango,
e senza inferno ardeva nel suo crogiolo il fuoco.

La sua barba era argento come un fiume d`aprile.
Non era avaro, ostile, il suo mazzo di spighe;
se una povera donna veniva a spigolare:
Fate cadere apposta spighe per lei", diceva.

Marciava rettamente via da tortuose strade,
vestiva lino bianco, era candido, onesto;
ruscello di premure, sempre ai miseri attento,
i suoi sacchi di grano eran pubbliche fonti.

Boàz era un buon maestro e un parente fedele;
per sè parsimonioso, con gli altri generoso,
e le donne guardavano più lui che i giovanotti,
perchè il giovane è bello, ma l`anziano è grande.

Dunque Boàz dormiva la notte in mezzo ai suoi.
Accanto a dei covoni a forma di macerie,
i mietitori stesi erano mucchi scuri;
succedeva cosi dai tempi più remoti.

Un giudice era a capo dei figli d`Israele;
si abitava la terra nelle tende, inquieti
alla vista di orme di piedi giganteschi
non era ancora secco il fango del diluvio.

Come dormì Giacobbe, come dormì Giuditta.
Boàz chiudeva gli occhi sotto un tetto di foglie;
e d`un tratto la porta del cielo si socchiuse
proprio sulla sua testa e ne discese un sogno.

E Boàz che bisbigliava con l`anima nel fiato:
Come si può che questo da me stesso provenga?
il conto dei miei anni ha oltrepassato ottanta
e non ho avuto figli e non ho più una moglie.

Colei con cui dormivo da tanto tempo ormai
ha lasciato il mio letto, Signore, per il vostro;
e ancor siamo, io e lei, così forte intrecciati
che lei vive a metà e io a metà son morto.

Da me verrà una gente! Come credete a questo?
Come poter pensare di avere ancora figli?
Da giovani succede di aver mattini in festa;
dalla notte esce il giorno come una vittoria;

ma come una betulla d`inverno, il vecchio trema;
sono vedovo, solo, scende su di me la sera
e io piego la mia vita, mio Dio, verso la tomba
come fa il bue che ha sete e accosta la fronte all`acqua.

Boàz così parlò nel sogno, nell`incanto
volgendo a Dio i suoi occhi annegati nel sonno;
come il cedro non sa la rosa alla sua base
così lui non sentiva una donna ai suoi piedi.

Durante il sonno, Rut, una donna moabìta
si stese, a seno nudo, ai piedi di Boàz,
sperando chissà quale lampo di raggio ignoto
che porti nel risveglio un`improvvisa luce.

Boàz niente sapeva che lì c`era una donna,
nè Rut sapeva cosa volesse Dio da lei.
Un profumo saliva dai ciuffi d`asfodelo;
su Gàlgata aleggiava il soffio della notte.

Era nuziale l`ombra, solenne e principesca;
e degli angeli certo volavano nel buio,
perchè in certi momenti passava nella notte
qualcosa di di blù che somigliava a un`ala.

Il respiro profondo di Boàz che dormiva
s`intrecciava col suono dei ruscelli sul muschio.
La luna era nel mese della natura dolce,
e la cima dei colli si copriva di gigli.

Rut vegliava Boàz; l`erba era incupita;
i sonagli del gregge palpitavano appena;
un`immensa bontà stillava il firmamento;
in quell`ora tranquilla s`abbevera il leone.

Tutto era calmo in Ur e così in Jerimàdet;
il cielo cupo e fondo era uno smalto d`astri;
una falce di luna tra questi fiori d`ombra
brillava all`occicente e Rut si domandava,

ferma sotto i suoi veli e con gli occhi socchiusi,
che Dio, che mietitore d`un`estate infinita
distrattamente aveva perduto nel cammino
quella falcetta d`oro nel campo delle stelle.

 

Via Regina Elena, 36/A