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Storie di
Donne
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Il piccolo
libro di Rut si svolge all`aria aperta,
nei campi, anche di
notte. È tempo di mietitura e una donna
sta per entrare nella storia
d`Israele e del mondo. Dal grembo di Rut
passerà la stirpe di Davide e
dunque del Messia..... |
Sfinito di fatica Boàz s`era
addormentato;
aveva lavorato nell`aia per tutto il
giorno;
poi s`era fatto un letto al solito
suo posto:
Boàz dormiva accanto a dei moggi di
grano.
Era anziano, padrone di campi d`orzo
e grano;
anche se ricco, era propenso alla
giustizia;
l`acqua del suo mulino era monda di
fango,
e senza inferno ardeva nel suo
crogiolo il fuoco.
La sua barba era argento come un
fiume d`aprile.
Non era avaro, ostile, il suo mazzo
di spighe;
se una povera donna veniva a
spigolare:
Fate cadere apposta spighe per lei",
diceva.
Marciava rettamente via da tortuose
strade,
vestiva lino bianco, era candido,
onesto;
ruscello di premure, sempre ai
miseri attento,
i suoi sacchi di grano eran
pubbliche fonti.
Boàz era un buon maestro e un
parente fedele;
per sè parsimonioso, con gli altri
generoso,
e le donne guardavano più lui che i
giovanotti,
perchè il giovane è bello, ma
l`anziano è grande.
Dunque Boàz dormiva la notte in
mezzo ai suoi.
Accanto a dei covoni a forma di
macerie,
i mietitori stesi erano mucchi
scuri;
succedeva cosi dai tempi più remoti.
Un giudice era a capo dei figli
d`Israele;
si abitava la terra nelle tende,
inquieti
alla vista di orme di piedi
giganteschi
non era ancora secco il fango del
diluvio.
Come dormì Giacobbe, come dormì
Giuditta.
Boàz chiudeva gli occhi sotto un
tetto di foglie;
e d`un tratto la porta del cielo si
socchiuse
proprio sulla sua testa e ne discese
un sogno.
E Boàz che bisbigliava con l`anima
nel fiato:
Come si può che questo da me stesso
provenga?
il conto dei miei anni ha
oltrepassato ottanta
e non ho avuto figli e non ho più
una moglie.
Colei con cui dormivo da tanto tempo
ormai
ha lasciato il mio letto, Signore,
per il vostro;
e ancor siamo, io e lei, così forte
intrecciati
che lei vive a metà e io a metà son
morto.
Da me verrà una gente! Come credete
a questo?
Come poter pensare di avere ancora
figli?
Da giovani succede di aver mattini
in festa;
dalla notte esce il giorno come una
vittoria;
ma come una betulla d`inverno, il
vecchio trema;
sono vedovo, solo, scende su di me
la sera
e io piego la mia vita, mio Dio,
verso la tomba
come fa il bue che ha sete e accosta
la fronte all`acqua.
Boàz così parlò nel sogno,
nell`incanto
volgendo a Dio i suoi occhi annegati
nel sonno;
come il cedro non sa la rosa alla
sua base
così lui non sentiva una donna ai
suoi piedi.
Durante il sonno, Rut, una donna
moabìta
si stese, a seno nudo, ai piedi di
Boàz,
sperando chissà quale lampo di
raggio ignoto
che porti nel risveglio
un`improvvisa luce.
Boàz niente sapeva che lì c`era una
donna,
nè Rut sapeva cosa volesse Dio da
lei.
Un profumo saliva dai ciuffi
d`asfodelo;
su Gàlgata aleggiava il soffio della
notte.
Era nuziale l`ombra, solenne e
principesca;
e degli angeli certo volavano nel
buio,
perchè in certi momenti passava
nella notte
qualcosa di di blù che somigliava a
un`ala.
Il respiro profondo di Boàz che
dormiva
s`intrecciava col suono dei ruscelli
sul muschio.
La luna era nel mese della natura
dolce,
e la cima dei colli si copriva di
gigli.
Rut vegliava Boàz; l`erba era
incupita;
i sonagli del gregge palpitavano
appena;
un`immensa bontà stillava il
firmamento;
in quell`ora tranquilla s`abbevera
il leone.
Tutto era calmo in Ur e così in
Jerimàdet;
il cielo cupo e fondo era uno smalto
d`astri;
una falce di luna tra questi fiori
d`ombra
brillava all`occicente e Rut si
domandava,
ferma sotto i suoi veli e con gli
occhi socchiusi,
che Dio, che mietitore d`un`estate
infinita
distrattamente aveva perduto nel
cammino
quella falcetta d`oro nel campo
delle stelle.
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