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Dediche
alla
Donna
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Queste
poesie ci sono state messe in evidenza
dalla nostra cara amica Cristina
Grazie. |

Ad una
Donna
Gosefe
Luglio 20th, 2009
Donna, scruto i tuoi occhi di speranza,
mutati da un passato di paure,
che ti volle sempre debole,
sempre schiava, d’un Dio, che era uomo.
Non fermasti mai il tuo cammino,
poiché, tu eri anche lì, sola,
dove lo stesso Cristo esangue,
decise di spirare a questa terra,
ma tu, col fardello che ti lasciava,
continuavi ad adorare, quel viso morto.
E nessuno, volle ascoltare il tuo
messaggio,
e ancora sola, non t’arrendevi,
lasciavi una carezza, ad un figlio che
moriva,
baciavi sulla fronte, un marito che
partiva,
e nello strazio, del tuo dolore,
continuasti a rammendare quel lenzuolo.
E il tuo pianto, la tua collera,
a nessuno mai fece pena,
bruciata come strega in una piazza,
lapidata, per la rabbia d’un marito,
violentata da un branco senza volto.
Non c’è giustizia in questa storia,
c’è un passato, che nel tempo si
tramuta,
ma non cambia o non vuol farlo.
E quella donna, che nel buio d’una
stanza,
accarezza sul suo ventre, il suo
bambino,
spera che quel futuro, che porta in
grembo,
sappia sempre da dove è nato,
poiché egli sappia, che se Dio stesso
nacque uomo, fu sempre donna il suo
passato.
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DONNA
E' così che vive,
sbriciolando biscotti
per gli uccellini
affamati ed infreddoliti,
commuovendoSi
per la petunia
che fiorisce ogni anno in
questo mese di gelo,
scoperchiando
dolori
dentro le anime per rompere
catene.
E' così che sta vivendo,
col
rumore del mare nelle orecchie
come una
preghiera continua.
Ha una favola sotto
il cuscino
di una bimba lontana,
di un
miracolo d'amore
che il signore delle
fiabe ha regalato.
Il signore delle
fiabe
con i suoi riccioli ed il cuore
grande,
passa accanto ad ogni persona e
le regala un sogno ed una parola buona.
E' così che stempera il suo dolore.
Ognuno ha un dolore
come un figlio che
cresce e si trasforma,
cambia e diventa
schiuma leggera d'onda,
e si placa lì
dove c'è il Faro,
l'unica Luce in mezzo
alla tempesta,
l'unica Verità che non ha
paura delle domande.
Ci sono fiori
bellissimi, che nessuno vede,
lungo il
ciglio della strada,
il cui silenzio è
il più bel canto all'Infinito.
E' così
che sto vivendo, d'Amore
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Da una donna :
Grazie alla vita
Grazie alla vita che mi
ha dato tanto
Mi ha dato due stelle che quando le apro
Distinguo perfettamente il nero dal
bianco
E nell'alto cielo, il suo fondo stellato
E tra le moltitudini, le persone che io
amo
Grazie alla vita che mi
ha dato tanto
Mi ha dato l'udito che in tutto il suo
spettro
Registra notte e giorno grilli e
canarini
Martelli, turbine, latrati, acquazzoni
Grazie alla vita che mi ha dato tanto
Mi ha dato il suono, e l'abbecedario
Con le parole che penso e dichiaro
Madre, amico, fratello e luce che
illumina
La strada dell'anima di chi sto amando
Grazie alla vita che mi ha dato tanto
Mi ha dato il cammino dei miei piedi
stanchi
Con loro andai per città e pozzanghere
Spiagge e deserti, montagne e pianure
E la tua casa, la tua strada ed il tuo
patio
Grazie alla vita che mi
ha dato tanto
Mi ha dato il cuore, che batte forte
Quando guardo il frutto del cervello
umano
Quando guardo il bene così lontano dal
male
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La donna
di Totò
Chi l'ha criata è stato nu grand'ommo
nun ' o vvoglio
sapé, chi è stato è stato;
è stato 'o Patetemo? E quanno, e comme?
Ch'avite ditto? 'O fatto d' 'a custata?
ma ' a femmena è ' na cosa troppo bella,
nun 'a puteva fà
cu' 'a custatella!
Per carità, non dite fesserie!
mò v' 'o ddich'io
comm' è stata criata:
è stato nu lavoro' e fantasia,
è stata 'na magnifica trovata,
e su questo non faccio discussione;
chi l'ha criata è gghiuto 'int' 'o
pallone!
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