In quel tempo gli angioini, dinastia francese, dominavano la Sicilia. Il 31 marzo, in attesa della funzione del Vespro (vespro indica l’ora in cui tramonta il sole) sul sagrato della Chiesa dello Spirito Santo (nella foto), un soldato francese molestò una nobildonna siciliana, con il pretesto di doverla perquisire.
La giovane sposa, che era accompagnata dal consorte, si aggrappò al marito e quest’ultimo sfilò la spada del soldato e lo uccise. Da quell’episodio scaturì una vera e propria guerra contro i francesi, una rivolta che fece 2000 vittime.
I Vespri Siciliani divenne anche il titolo dell’opera lirica di Giuseppe Verdi, nella quale le campane che celebrarono il matrimonio dell’Elena, avevano lo stesso rintocco di quelle dei vespri. Anche l’opera, come la rivolta, non ha un lieto fine, infatti finisce con l’uccisione del governatore Monforte.

