GIANNI RODARI

Gianni Rodari

Le Poesie

Favole alla rovescia



C'era una volta
un povero lupacchiotto,
che portava alla nonna
la cena in un fagotto,
E in mezzo al bosco
dov'è più fosco
incappò nel terribile
Cappuccettto Rosso,
armato di trombone
come il brigante Gasparone..
Quel che successe poi,
indovinatelo voi.


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Qualche volta le favole
succedono all'incontrario
e allora è un disastro:
Biancaneve bastona sulla testa
i nani della foresta,
la Bella Addormentata non si addormenta,
il principe sposa
una brutta sorellastra,
la matrigna tutta contenta,
e la povera Cenerentola
resta zitella e fa
la guardia alla pentola.


L'avventura dello zero


C'era una volta
un povero Zero
tondo come un o,
tanto buono ma però
contava proprio zero e
nessuno
lo voleva in compagnia.
Una volta per caso
trovò il numero Uno
di cattivo umore perché
non riusciva a contare
fino a tre.
Vedendolo così nero
il piccolo Zero,
si fece coraggio,
sulla sua macchina
gli offerse un passaggio;
schiacciò l'acceleratore,
fiero assai dell'onore
di avere a bordo
un simile personaggio.
D'un tratto chi si vede
fermo sul marciapiede?
Il signor Tre
che si leva il cappello
e fa un inchino
fino al tombino...
e poi, per Giove
il Sette, l'Otto, il Nove
che fanno lo stesso.
Ma cosa era successo?
Che l'Uno e lo Zero
seduti vicini,
uno qua l'altro là
formavano un gran Dieci:
nientemeno, un'autorità!
Da quel giorno lo Zero
fu molto rispettato,
anzi da tutti i numeri
ricercato e corteggiato:
gli cedevano la destra
con zelo e premura
(di tenerlo a sinistra
avevano paura),
gli pagavano il cinema,
per il piccolo Zero
fu la felicità.


Gli odori dei mestieri


Io so gli odori dei mestieri:
di noce moscata sanno i droghieri,
sa d'olio la tuta dell'operaio,
di farina sa il fornaio,
sanno di terra i contadini,
di vernice gli imbianchini,
sul camice bianco del dottore
di medicine c'è buon odore,
I fannulloni, strano però,
non san di nulla e puzzano un pò.


Passeggiata domenicale

Io vado a spasso per la città
senza una mèta vago qua e là.
In piazza Navona mi fermo a guardare
quelli che stanno il gelato a leccare.
In piazza Esedra reato incerto:
sentire gratis il concerto,
o sedermi, alla romana,
sull'orlo fresco della fontana?
Ma è zeppo, l'orlo di cemento:
ci siedono già persone duecento.
Si godono il fresco le famiglie,
la mamma, la suocere con le figlie.
E il babbo dov'è, per far pari?
E' a casa a fare gli straordinari.
Ogni domenica per la via,
si fa il passeggio dell'economia.


L'ama


C'era una volta una povera
per essere una lama intera,
una vera lama di coltello,
le mancava la elle:
gliel'aveva rubata
un apostrofo pirata.
La poverina non tagliava più
né la carne cruda
né la carne cotta:
non tagliava nemmeno la ricotta.
In fondo al cassetto deperiva,
e del mal della ruggine pativa.
Per fortuna la scoprì un arrotino
che da bambino
aveva studiato bene l'ortografia:
le ridiede la elle, l'affilò
e per il mondo la rimandò
col suo coltello
a ritagliare questo e quello.
Dunque state attenti, per piacere:
lasciatele la sua elle, o per vendetta
è capace di tagliarvi
qualche falangetta.


Il maestro giusto


C'era una volta un cane
che non sapeva abbaiare.
andò da un lupo a farselo spiegare,
ma il lupo gli rispose
con un tale ululato
che lo fece scappare spaventato.
Andò da un gatto, andò da un cavallo,
e mi vergogno a dirlo
perfino da un pappagallo.
Imparò dalle rane a gracidare,
dal bove a muggire,
dall'asino a ragliare,
dal topo a squittire,
dalla pecora a fare « bè bè »,
dalle galline a fare coccodè.
Imparò tante cose,
però non era affatto soddisfatto
e sempre si domandava
magari con un « qua qua »:
Che cos'è che non va?
Qualcuno gli risponda, se lo sa.
Forse era matto?
O forse non sapeva
scegliere il maestro adatto?


I colori dei mestieri


Io so i colori dei mestieri:
sono bianchi i panettieri,
s'alzano prima degli uccelli
e han farina nei capelli;
sono neri gli spazzacamini,
di sette colori son gli imbianchini;
gli operai dell'officina
hanno una bella tuta azzurrina,
hanno le mani sporche di grasso:
i fannulloni vanno a spasso,
non si sporcano un dito
ma il loro mestiere non è pulito.


Che se ne fa?


Poveretto chi non sa
sciare nè pattinare!
Di tanta neve, che se ne fa?
Tutto quel ghiaccio non gli serve a nulla.
Di tanta gioia lui non può godere:
al massimo si farà
una granita in un bicchiere.


Il libro da mangiare


Mi rendo conto benissimo
che vi sembrerà incredibile,
eppure eccovi pronto
il libro commestibile.
E' il libro dell'avvenire,
strabiliante invenzione,
ci si mangiano i problemi
insieme con la soluzione.
Un capitolo a pranzo,
un capitolo a cena,
e la Storia è digerita
con tutti i retroscena.
Una pagina al giorno
con un pò d'acqua minerale,
e al cervello via esofago
va l'analisi grammaticale.
Che bellezza con gli amici
far merenda in compagnia
sbocconcellando un trattato
di mineralogia....
Chi ha lo stomaco buono
può diventare dottore
studiando a due ganasce
in meno di ventiquatt'ore.
Ma in attesa che l'invenzione
ottenga il brevetto di Stato,
ti conviene studiare
come s'è sempre studiato.


La luna bambina


E adesso a chi la diamo
questa luna bambina
che vola in un "amen"
dal Polo Nord alla Cina?
Se la diamo a un generale,
povera luna trottola,
la vorrà sparare
come una pallottola.
Se la diamo a un avaro
corre a metterla in banca:
non la vediamo più
né rossa né bianca.
Se la diamo a un calciatore,
la luna pallone,
vorrà una paga lunare:
ogni calcio un trilione.
Il meglio da fare
è di darla ai bambini,
che non si fanno pagare
a giocare coi palloncini:
se ci salgono a cavalcioni
chissà che festa;
se la luna va in fretta,
non gli gira la testa,
anzi la sproneranno
la bella luna a dondolo,
lanciando grida di gioia
dall'uno all'altro mondo.
Della luna ippogrifo
reggendo le briglie,
faranno il giro del cielo
a caccia di meraviglie.


Armi dell'allegria

Eccole qua
le armi che piacciono a me:
la pistola che fa solo - pum
(o - bang - , se ha letto
qualche fumetto)
ma buchi non ne fa...
il cannoncino che spara
senza fare tremare
nemmeno il tavolino...
il fuciletto ad aria
che talvolta per sbaglio
colpisce il bersaglio
ma non farebbe male
nè a una mosca nè a un caporale...
Armi dell'allegria!


Un poco di prato

Signori architetti
che fate progetti
di case e palazzi
di torri e terrazzi...
Un poco di prato
l'avete lasciato?
Su, siate gentili:
fate anche i cortili.
Pensateci un poco
ai campi da gioco...
Lasciateci appena
lo spazio, che poi
a far l'altalena
pensiamo da noi:
sarà cura nostra
farci anche la giostra.


Il gatto pianista


Gustavo, gatto artista è un doppio pianista:
difatti suona il piano
a quattro zampe...
Gustavo danza
con eleganza
sui tasti neri,
sui tasti bianchi...
La sera, Gustavo
si suona la ninna nanna
e si addormenta
sulla tastiera.


Il calamaio

Che belle parole
se si potessero scrivere
con un raggio di sole.

Che parole d'argento
se si potessero scrivere
con un filo di vento

Ma in fondo al calamaio
c'è un tesoro nascosto
e chi lo pesca scriverà parole
d'oro
col più nero inchiostro.


L'insalata sbagliata


Il professor Grammaticus
entrò nel ristorante
e ordinò al cameriere
un'insalata abbondante:
Metteteci l'indivia,
la lattuga, l'erbetta,
il sedano, la cicoria,
due foglie di ruchetta,
un mezzo pomodoro,
cipolla se ce n'è:
portate l'olio e il sale,
la condirò da me.
E il bravo professore,
con la forchetta in mano,
si accingeva a gustare
il pranzo vegetariano.
Ma tutta la sua delizia
fin dal primo boccone
si mutò in una smorfia
di disperazione.
Guardò meglio nell'ampolla
dell'olio e inorridì;
gli avevano servito
un « oglio» con la « g »!
Offeso e disgustato
fuggi dalla trattoria:
sono un pessimo condimento
gli errori d'ortografia.


Teledramma


Signori e buona gente,
venite ad ascoltare:
un caso sorprendente
andremo a raccontare.

È successo a Milano
e tratta di un dottore
che è caduto nel video
del suo televisore.

Con qualsiasi tempo,
ad ogni trasmissione
egli stava in poltrona
a guardare la televisione.

Incurante dei figli
e della vecchia mamma
dalle sedici a mezzanotte
non perdeva neanche programma

Riviste telegiornali,
canzoni oppure balli
romanzi oppur commedie,
telefilm ed intervalli.

Tutto ammirava tutto
per lui faceva brodo
nella telepoltrona
piantato come un chiodo.

Ma un dì per incantesimo
o per malattia (che ne dite?
non può darsi che avesse
la televisionite?)

durante un intervallo
con la fontana di Palermo
decollò dalla poltrona
e cadde nel teleschermo

Ora è là in mezzo alla vasca
che sta per affogare:
parenti, amici in lacrime
lo vorrebbero aiutare.

Chi lo tira per la cravatta
chi lo prende per il naso
non c'è verso di risolvere
il drammatico telecaso.

Andrà in Eurovisione?
Diventerà pastore
di quei greggi di pecore
che sfilano per ore?

Riceverà i malati
da quella scatoletta?
Come farà dopo la visita
a scrivere la ricetta?

Ma tra poco, purtroppo
la trasmissione finisce:
e se il video si spegne
il misero dove finisce?

Fortuna che il suo figliuolo
studioso di magnetismo
per ripescarlo escogita
un abile meccanismo.

Compra un altro televisore
e glielo mette davanti
il dottore ci si specchia
e dopo poco istanti

per forza d'attrazione
schizza fuori da quello vecchio
e già sta per tuffarsi
nel secondo apparecchio.

Ma nel momento preciso
che galleggia nell'aria
più ù veloce di gabbiano
o nave interplanetaria,

il figlio elettrotecnico
svelto di mano e di mente,
spegne i due televisori
contemporaneamente

Cade il dottore per terra
un bernoccolo si fa:
meglio cento bernoccoli
che perdere la libertà.


Il nome


E adesso che sai fare il tuo nome
in bella scrittura,
non avere premura
di metterlo dappertutto,
non graffiarlo col carbone, col mattone
sui muri delle scale,
sugli alberi del viale, sui chiusini,
sui busti dei letterati e patrioti
che fanno la guardia ai giardini
con le barbe di marmo e gli occhi vuoti.
Tu non lo fare.
Il nome è una moneta preziosa:
per le cose da poco non la spendere,
per oro e per argento non la vendere,
tienila sempre da conto
ma per le cose grandi
a gettarla sii pronto.


Il giornale dei gatti


I gatti hanno un giornale
con tutte le novità
e sull'ultima pagina
la Piccola Pubblicità.

Cercasi casa comoda
con poltrone fuori moda:
non si accettano bambini
perchè tirano la coda.

Cerco vecchia signora
a scopo compagnia.
Precisare referenze
e conto in macelleria.

Premiato cacciatore
cerca impiego in granaio.
Vegetariano, scapolo,
cerca ricco lattaio.

I gatti senza casa
la domenica dopo pranzo
leggono questi avvisi
più belli di un romanzo:

per un' oretta o due
sognano ad occhi aperti,
poi vanno a prepararsi
per i loro concerti.


Il giornalista


O giornalista inviato speciale
quali notizie porti al giornale?
Sono: stato in America, in Cina,
in Scozia, Svezia ed Argentina,
tra i Sovietici e tra i Polacchi,
Francesi, Tedeschi, Sloveni, Polacchi,
ho parlato con gli Eschimesi,
con gli Ottentotti, coi Siamesi,
vengo dal Cile, dall'India e dal Congo,
dalla tribù dei Bongo-Bongo...
e sai che porto? Una sola notizia!
Sarò licenziato per pigrizia.
Però il fatto è sensazionale,
merita un titolo cubitale:
tutti i popoli della terra

han dichiarato guerra alla guerra.



 

 
 

Via Regina Elena, 36/A