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Mi
presento, sono Loredana…Ventisei
anni, dottoressa in lettere moderne
(titolo sostanzialmente inutile date
le nuove riforme scolastiche),
specializzanda in filologia moderna.
Ho
letto il mio primo libro a otto
anni, s’intitolava ‘La piccola
principessa’, era la storia della
piccola Sara (cartone animato che
tutti voi conoscerete). Ho scritto
la mia prima storia a otto anni; si
intitolava ‘Cappuccetto stelle di
natale’, e la piccola Cappuccetto
riusciva ad arrivare sana e salva
dalla nonna grazie alle stelle di
natale che, con il loro polline,
ferivano il lupo senza fargli troppo
male e le permettevano di
raggiungere la vecchina… Da allora
l’amore per la carta stampata non mi
ha più abbandonata. Sono cresciuta
leggendo i vecchi testi della
biblioteca comunale, e così ho
imparato ad appassionarmi ad un
letteratura che, credo, adesso non
esista più: i contemporanei mi
sembrano sempre privi di quelle
passioni e convinzioni per le quali,
nell’ottocento, si era disposti a
morire (sono la classica inguaribile
romantica, che farci?).
Il mio autore preferito, comunque, è
Oscar Wild. Non sono quasi mai
d’accordo con ciò che dice, ma adoro
la sua pungente ironia e trovo
brillanti i suoi romanzi. E’ unico
con la sua verve ed il suo snobbismo
aristocratico. In particolare, non
riesco mai a leggere senza
commuovermi la favola del ‘Principe
Felice’, ovvero la storia di uno
struggente amore che culmina
nell’apoteosi del sacrificio, la
vita…Un capolavoro breve ma intenso,
che è possibile fare leggere ad un
bimbo di sette anni ma, con le
dovute informazioni, rileggere da
adulti per riflettere su tante
tematiche; sul senso vero
dell’amore.
Fra i miei preferiti, inoltre, ci
sono Ken Follet, che con la sua
scrittura semplice e lineare riesce
ad intrecciare trame spettacolari,
il primo Camilleri, sognatore ed
ironico, Baricco e le sue visioni,
Shakespeare e le sue passioni,
Hosseini, grande scrittore in grado
di mostrare una verità che ancora
dubito di aver compreso appieno,
Volo ed il suo quadro perfetto della
vita di un trentenne oggi. E poi ci
sarebbero la Bronte di ‘Cime
tempestose’, la Frank dell’omonimo
diario, la Woodiwiss de ‘Il lupo e
la colomba’, Gibran del ‘Profeta’,Savage
di ‘Firmino’, la Littizzetto di
‘Sola come un gambo di sedano’, etc.
etc. etc…Mi sa che ci sono tanti
etc. che finirei con l’annoiarvi se
continuassi ancora…Torniamo dunque a
me…
Scrivo e leggo costantemente,
ovunque io sia, in qualunque
situazione. Bastano un pensiero, il
colore particolare del cielo, il
rumore caldo di un’onda, ed io sono
lì a cercare carta e penna, o a
trascrivere le sensazioni sul
piccolo schermo del mio cellulare.
Basta che io sia seduta nel raggio
di tre metri da qualcuno che legge
qualcosa, sia esso un giornale o un
testo scolastico, perché io allunghi
il collo e, a dispetto della mia
miopia, tenti di capire cosa il
soggetto in questione stia leggendo.
Solo una volta mi hanno scoperto;
era una ragazza, sul treno, leggeva
Freud…Dopo i primi tre righi ero
così interessata che ho perso
cognizione della necessità di non
svelare la mia presenza. Lei si è
girata e mi ha guardata
sconcertata…Ha cambiato posto…Vabbè…Lo
avrei fatto anch’io mi sa…
Follia a parte, credo di essere una
ragazza abbastanza responsabile,
solare, sempre positiva. Uno dei mie
più cari amici, per prendermi in
giro, mi chiama ‘Gianni’ (per via
della pubblicità dallo slogan
‘l’ottimismo è il profumo della
vita’); ma io sono contenta di
essere, con i miei limiti ed i miei
numerosi difetti, come sono: ho
imparato ad affrontare la vita con
il sorriso, sempre e nonostante
tutto, e sono riuscita ad entrare in
sintonia con la gente, comprendendo
il dolore altrui. Certo, una grande
pecca nel mio modo di essere è
quella di non riuscire a nascondere
le mie antipatie (che,
fortunatamente, sono un’evenienza
rara, poiché tento di dare una
seconda possibilità a tutti, ma che
quando perdurano diventano quasi
funeste perché proprio non sono in
grado di fare sorrisini e moine a
chi non ha un posto nel mio cuore).
Adoro la musica; in particolare
prediligo quella italiana, dato che
non capisco un accidente di inglese
e ritengo che il testo, in una
canzone, sia fondamentale…I miei
autori preferiti sono Renga e
Ligabue. Renga per la sua voce
paradisiaca, la sua estensione
incredibile ed il calore che dalle
sue note emana. Ligabue perché è un
poeta. Contemporaneo con tutto ciò
che questo implica, ma poeta. I suoi
testi mi hanno aiutata a
sopravvivere, qualche volta, e
quando, la sera, sola in camera mia,
accendo lo stereo, al buio, sento
che lui è proprio lì, lì solo per
me, lì con me, nell’occasione
speciale di un concerto privato che
sempre si rinnova. La mia canzone
preferita è ‘Piccola stella senza
cielo’, perché credo mi rappresenti
molto. Anch’io, tante volte, mi sono
sentita così: una piccola stella dai
tanti mondi, ma ancora alla ricerca
di un cielo dal quale farsi cullare.
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