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La data
canonica dell’inizio delle
rappresentazioni liriche è il 6 Ottobre
1600 con “Euridice” di Iacopo
Peri scritta in occasione delle
nozze di Enrico IV con Maria De Medici.
Alla fine
del 600 Claudio Monteverdi riforma il
melodramma: non più soggetti mitologici,
ma è la Storia reale con i suoi
protagonisti e le loro vicende
personali
a divenire
oggetto d’interpretazione. Certamente
l’apparato scenico era “ primitivo”,
soltanto quattro strumenti
accompagnavano le voci degli interpreti
e la musica era legatissima alla parola,
il canto era un parlare cantilenante.
Nel
700 la Musica si evolve: comincia a
prendere corpo l’orchestra e
vengono costruiti i primi teatri…le
opere avevano apparati scenici
tipicamente
barocchi
…la
musica si evolve e si separa dalla
parola assumendo un suo spessore e le
Arie leggere e melodiose cominciano
a prendere corpo così i duetti i
terzetti e i
cori,
i cantanti
raggiungono estensioni vocali fino ad
allora mai eseguite…ma ecco i nomi dei
compositori italiani che hanno dato
lustro al teatro lirico dell’epoca:
Domenico Cimarosa, GiovanBattista
Paesiello e Giovanni Pergolesi.
Nell’800
la musica e il canto assumono una
valenza romantica e la prima opera del
genere fu “il Franco cacciatore
“di Carlo Maria von Weber che contiene
tutti gli aspetti del primo romanticismo
tedesco.
Sul
versante italiano ecco Gioacchino
Rossini ( 1792-1868 ), Gaetano
Donizzetti (1797-1848 ), Vincenzo
Bellini (1801-1835 ), Giuseppe Verdi
(1813-1901 ),e nella seconda metà dello
stesso secolo Amilcare Ponchielli
(1834-1886 ) e Arrigo Boito (1842-1918
), durante il periodo della
scapigliatura Puccini e nel
verismo Mascagni e Leoncavallo.
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