Claudio Monteverdi

 

Cremona, 15 Maggio 1567 - Venezia, 29 Novembre 1643

 

 

Studiò a Cremona e assimilò alla perfezione le tecniche del contrappunto.

A 15 anni era già un ottimo organista, e fu in grado di dare alle stampe le Sacrae Cantiunculae, e nel 1587 pubblicò il primo libro dei Madrigali a cinque voci su poesie di T. Tasso.

Nel 1590 lo vediamo al servizio dei Gonzaga,  e si inserì agevolmente in quell' ambiente musicale colto e raffinato, in quell'anno pubblicò il II libro.

Nel 1592 scrisse e pubblicò il III libro dei Madrigali su poesie sempre di T. Tasso. Ma in questo periodo si comincia a notare la tendenza alla monodia; il tessuto polifonico si sgretola e si trasforma in linee melodiche molto incisive.

Il 1603 e il 1605 sono gli anni del IV e V libro dei Madrigali. Nel IV libro per la prima volta viene previsto un accompagnamento di clavicembalo e altri strumenti e getta così le basi di un nuovo stile concertante che dal madrigale lo condurrà alla produzione sacra.

Nel 1607 la sua vocazione piuttosto drammatica lo avvicinò al melodramma e così nacque Orfeo che si può considerare il secondo dramma in musica, poichè il primo abbozzo di melodramma si è avuto nel 1600 con Euridice di Jacopo Peri. Ma mentre in Euridice il canto restava legato alla parola senza possibilità di librarsi, in Orfeo il canto si espande e le prime arie cominciano a impreziosire il melodramma, basta ricordare la tenerissima aria "Che puro ciel!" In Orfeo c'è ricchezza di moti musicali: dal canto solista a quello a più voci, dal monologo ai primi cenni di dialogo.

L'opera fu un successo, e l'autore decise di continuare sulla stessa linea con Arianna (1608) di cui resta solo una bella pagina che è il "Lamento di Arianna" un'aria impregnata di purezza ellenica.

Il lamento è stato poi rifatto polifonicamente nel VI libro dei Madrigali.

Nel 1608 Monteverdi continuò col Ballo delle ingrate. Dal 1608 in poi si dedicò alla musica sacra: la sua produzione si arricchisce del Vespro della Beata Vergine e del Magnificat.

Nel 1613 assunse la carica di maestro di cappella in S. Marco a Venezia.

Nel 1619 nacque il VII libro dei Madrigali che raccoglie composizioni di vario genere. Tra questi forse il più bello è il Combattimento di Tancredi e Clorinda, dove la musica monteverdiana esprime molto drammaticamente e concitatamente il celebre episodio di Torquato Tasso. Le armonie sono semplici ma ardite. Per la prima volta l'orchestra è indipendente dal coretto.

Monteverdi approfondisce una tale indagine psicologica dei personaggi, che conferisce loro la verità quasi di persone vive, tale da trasmettere all'ascoltatore la drammaticità degli avvenimenti.

Nel 1641 fu rappresentato a Venezia Il ritorno di Ulisse in patria con poco successo.

Fino a questa data i personaggi monteverdiani appartengono ai miti greci ma nel 1642 effettuò una radicale innovazione nel melodramma con L'incoronazione di Poppea.

Nella sua maturità l'ormai famoso musicista rifiuta i personaggi mitici per portare alla ribalta personaggi che realmente hanno determinato gli eventi che hanno dato vita alla storia.

Il nuovo melodramma è pervaso d'umanità. Sulle scene liriche rivivono sentimenti e i caratteri umani di Poppea e Nerone.

Con questa innovazione lo spettacolo diventò più sontuoso anche in senso scenografico.

Al canto, Monteverdi ha affidato l'identità dei personaggi, e dà vita ad ognuno di essi.

L'anno successivo l'ormai famoso compositore lasciò silenziosamente, come era vissuto, questo mondo che si è arricchito della sua arte.

Di lui si può affermare che fu l'autore di questa nuova arte, a una nobile e degna figura di sacerdote. Si era consacrato a Dio dopo la morte del figlio nel 1632.

Nei secoli successivi sono cambiati i gusti, gli stili, i canoni e le correnti artistiche nel cui contesto sono inserite tutte le opere d'arte, ma le opere monteverdiane sono sempre le pietre miliari del melodramma durante i secoli.

Infatti la sua musica spezza gli schemi precedenti che evidenziano le melodie sovrapposte (orizzontalità musicale) e diede il via ad una concezione verticale.

Infine il Monteverdi ha il merito di aver dato il via al glorioso patrimonio musicale italiano che ormai lontanissimo dalle opere monteverdiane cammina per vie diverse.

   

         

  

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