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Glossario di Musica
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Accento:
Nell'uso attuale distingue i
tempi forti che determinano
il ritmo della misura o
battuta; non viene indicato
graficamente in partitura
essendo fisso a seconda del
tempo stabilito. Nel canto
gregoriano, visto che il
tempo era libero, l'accento
musicale doveva essere
indicato esplicitamente. |
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Accordatura:
Operazione diretta alla
corretta intonazione delle
corde o di quelle parti
degli strumenti musicali che
determinano la vibrazione
sonora. Viene effettuata
tenendo come punto di
riferimento il suono di
altezza fissa (440 hertz)
prodotto dal diapason
corrispondente alla nota
LA. |
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Accordo:
Insieme
di due o più suoni combinati
secondo le regole dell'
armonia. Secondo il sistema
musicale tradizionale basato
sulla scala naturale di 7
suoni (
do-re-mi-fa-sol-la-si ) si
intende per accordo un
insieme di suoni che ha per
base una nota fondamentale
alla quale le altre note si
uniscono come una catena di
intervalli. |
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Acidi:
Sono
detti suoni "acidi" quelli
ottenuti con uno speciale
campionatore, rappresentano
una delle prime radici della
musica house. |
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Acustica:
Scienza
che studia i fenomeni legati
al suono e le loro leggi
fisiche. |
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Adagio:
Termine
musicale per indicare un
movimento moderatamente
lento. Sta tra l'andante ed
il lento. E' anche segnalato
per indicare il tempo lento
di una sonata, posto
generalmente al secondo
posto, in contrasto con
l'allegro iniziale e
finale.. |
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Afro-House:
Versione della musica house
caratterizzata da sonorità
di provenienza africana e
basata essenzialmente sulle
percussioni. |
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Allegro:
Parola
in uso per indicare un tipo
di movimento rapido ed
incisivo. |
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Allemanda:
Antica
danza tedesca del '400.
Tempo 3/4, movimento
moderato (affine al valzer).
Costituisce in genere la
parte iniziale di una suite. |
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Alterazione:
Elevazione o abbassamento di
una nota mediante l'uso dei
diesis # o dei bemolle
b. |
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Altezza:
Una
delle tre principali
caratteristiche del suono
(le altre sono il timbro e
l' intensità). L' altezza di
un suono è determinata dalla
frequenza complessiva delle
sue vibrazioni. |
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Andante:
Termine
per indicare un tipo di
movimento moderato. |
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Antifona:
Parola
derivante dal greco
antiphoneo che può essere
tradotto come: "rispondere",
"replicare". Si tratta
infatti di una forma di
canto tutt'ora in uso nella
liturgia cristiana, in cui
due cori diversi cantano
alternandosi nelle chiese. |
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Archi:
Famiglia di strumenti a
corda in cui il suono viene
ottenuto mediante lo
strofinamento del crine di
un arco sulla corda stessa
(violino, viola,
violoncello, contrabbasso,
ecc.) |
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Aria:
Pezzo
per voce solista
accompagnato da strumenti,
che entra a far parte
dell'opera, dell' oratorio,
ecc. Si contrappone al
recitativo. |
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Armonia:
Scienza
che studia le infinite
possibilità di formare
accordi con le diverse note
della scala e di legarli fra
loro secondo una logica. |
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Arpeggio:
Esecuzione successiva
anzichè simultanea delle
note costituenti un accordo.
L'arpeggio, il cui nome
deriva dall'arpa, può essere
eseguito su tutti gli
strumenti. |
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Arrangiamento:
Nel
campo della musica leggera e
del jazz il termine sta ad
indicare l'elaborazione e
l'adattamento strumentale
e/o vocale di una melodia
originale. |
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Ballata:
Componimento dell'antica
poesia lirica, cantato e
accompagnato da danza. |
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Balletto:
Rappresentazione
coreografica che lega musica
e danza. Il balletto è
suddiviso in vari pezzi che
vengono danzati da ballerini
solisti o dall'intero corpo
di ballo (assolo, passo a
due, danza generale). |
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Baritono:
Tipo di
voce maschile, tra quella di
tenore e quella di basso, il
cui ambito va dal si
bemolle(1) al sol(3). |
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Basso:
Si
indica con basso la più
grave delle voci maschili,
va dal fa(1) al mi
bemolle(3). |
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Battuta:
Si dice
battuta l'unità ritmica di
un brano musicale a ritmo
misurato, determinata da una
frazione, posta all'inizio
del brano,che ne indica il
valore complessivo per
esempio: 3/4, ecc. |
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Bemolle:
Segno
d' alterazione (b)
che messo davanti ad una
nota l'abbassa di un
semitono. |
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Bicinium:
Nel
periodo rinascimentale e
barocco, una composizione a
due voci o strumenti di
brevi proporzioni. |
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Bicordo:
Combinazione simultanea di
due note non all'unisono né
in ottava. Non è considerato
un accordo. |
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Blues:
Canto tipico dei negri
americani, di intonazione
nostalgica e a movimento
lento, deriva dai canti
religiosi (spirituals), e
col tempo divenuto un
elemento essenziale nella
musica jazz. |
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Bolero:
Antica danza spagnola dal
ritmo caratteristico. |
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Bourree:
Antica danza francese a
movimento allegro che fa
parte della suite. |
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Break:
Nel suo significato attuale,
in ambito jazz, indica una
frase eseguita senza
l'accompagnamento della
sezione ritmica. |
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Caccia:
Forma vocale a più voci del
'300 e '400, basata
sull'imitazione. Ha
movimento vivace e si ispira
a scene di caccia o di
mercato. |
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Cadenza:
Formula armonica a carattere
conclusivo. Nella musica
solistica, nelle sonate, nei
concerti ecc., si chiamano
cadenze anche dei periodi
musicali più o meno lunghi
in cui il solista fa
esibizione di virtuosismo.
In queste cadenze tempo e
movimento sono liberi. Esse
sono poste al termine del
brano e servono a prepararne
la conclusione. |
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Camera:
(musica da..)
Genere musicale destinato a
piccoli ambienti ed eseguito
da piccoli complessi. Ebbe
grande sviluppo nel '600 e
nel '700, ma venne coltivata
anche dai musicisti
romantici dell' 800. E'
attualmente praticata da
molti compositori
contemporanei. |
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Canone:
Forma polifonica sia vocale
che strumentale basata sull'
imitazione rigorosa di un
tema da parte delle diverse
voci o strumenti. Poiché le
voci o gli strumenti si
imitano entrando
successivamente una dietro
l'altra, occorre che la
prima parte del tema combaci
armonicamente con la seconda
e così di seguito. Il tema
risulta quindi suddiviso in
tante parti quante sono le
voci che lo devono eseguire. |
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Cantata:
Composizione per coro, voci
soliste e orchestra, di
genere sia sacro che
profano. Fra i maggiori
compositori di cantate
troviamo Johann Sebastian
Bach che ne ha realizzate
oltre trecento. |
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Canto:
Modulazione musicale della
voce a solo od in coro. |
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Cappella:
(coro a..)
Lo stile a Cappella e'
proprio di composizioni
corali per sole voci, senza
cioè alcun accompagnamento
strumentale. |
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Capriccio:
L'origine di questo termine
risale alla fine del 1500 e
sta a definire un brano
strumentale a carattere
libero, che non rispetta
schemi prestabiliti ma è
dettato dalla fantasia
dell'autore. Nell' 800
questo termine fu destinato
particolarmente a
composizioni libere e a
carattere vivace. |
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Chiave:
Segno musicale posto
all'inizio del rigo o
pentagramma per definire
graficamente l'altezza delle
note. Le chiavi sono sette;
quelle usate più comunemente
sono quelle di violino e di
basso. |
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Coloratura:
Virtuosismo vocale usato
nell'opera lirica, in
particolare per le voci di
soprano e mezzosoprano. |
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Concerto:
Termine generico per
indicare qualsiasi
esecuzione, sia pubblica sia
privata, di musica
strumentale o vocale. Nello
specifico il concerto è una
forma musicale destinata a
uno o più strumenti solisti
accompagnati dall'orchestra. |
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Contralto:
la più grave delle voci
femminili, la cui estensione
va dal fa(2) al fa(4). In
passato era prerogativa del
falsetto maschile
(castrati). |
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Contrappunto:
La branca che studia le
diverse possibilità di
combinazione di due o più
melodie eseguite
contemporaneamente, che
prendono anche il nome di
voci o parti. |
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Coro:
Luogo in cui veniva eseguita
una danza o un canto.
Riferito al canto, un coro
si dice monofonico quanto
tutte le voci cantano la
stessa melodia, e polifonico
quando cantano varie
melodie. Un coro senza
accompagnamento musicale è
detto a cappella, con
accompagnamento è detto
concertante. |
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Corona:
Segno grafico che, posto
sopra una nota o una pausa,
indica che la sua durata può
essere prolungata a piacere. |
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Corrente:
Danza a movimento rapido
(dal verbo correre). E' di
origine francese ed entra
spesso a far parte della
suite. |
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Crescendo:
Nell'esecuzione musicale
prescrive un graduale
aumento dell'intensità
sonora. |
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Cromatismo:
Uso frequente di alterazioni
(diesis, bemolle) dei gradi
della scala diatonica, con
prevalere quindi di
intervalli di semitono
(scala cromatica). Il
cromatismo si affermò nel
secolo scorso con R. Wagner,
sviluppandosi in epoca
recente con la tecnica
dodecafonica. |
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Danza:
Movimenti armonici e ritmati
del corpo, ballo, arte del
danzare, musica che
accompagna il balletto. |
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Diesis:
Segno di alterazione (#)
che, anteposto ad una nota,
la innalza di un semitono. |
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Diminuendo:
Il contrario del crescendo e
prescrive, nell'esecuzione
musicale, una graduale
diminuzione dell'intensità
sonora. |
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Divertimento:
Composizione strumentale in
più tempi di movimento
diverso e di forma libera.
Per la sua struttura sta tra
la suite e la sinfonia. |
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Dodecafonia:
Recente tecnica di
composizione musicale,
ideata da A. Schonberg e
basata, anziché sulla scala
di 7 note, sopra serie di 12
suoni diversi della scala
cromatica che si susseguono
secondo un ordine
predisposto dal compositore |
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Dominante:
Nel sistema tonale è la
quinta nota (grado) di una
scala maggiore o minore. |
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Duetto:
Brano destinato ad essere
cantato da due voci o parti. |
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Enarmonico:
Uno dei tre generi sui quali
era organizzato l'antico
sistema musicale greco
(gli altri erano il genere
cromatico e il genere
diatonico). |
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Equalizzazione:
Procedimento per intervenire
strumentalmente rendendo i
suoni più brillanti o più
cupi. Allo stesso modo si
può "trattare" la voce dei
cantanti per ottenere
timbri più caldi e
profondi. |
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Fandango:
Antica danza popolare
Andalusa, eseguita al suono
della chitarra e delle
nacchere. Nel Seicento fu
proibita dalle autorità
ecclesiastiche come "danza
scandalosa". |
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Fantasia:
Inizialmente una
composizione in stile di
contrappunto, affine alla
toccata, al capriccio, al
ricercare. Successivamente
entrò a far parte della
suite e della sonata.
Attualmente per fantasia si
intende un brano a struttura
libera, realizzato per
pianoforte o per complessi
strumentali su temi popolari
o motivi d'opera. |
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Figura:
Segno con cui viene indicato
il diverso valore di durata
dei suoni. |
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Fioriture:
o Abbellimenti
Formule melodiche, spesso a
carattere di virtuosismo,
che precedono determinate
note della melodia per
metterle in maggior
evidenza. |
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Fondamentale:
La nota più grave di un
accordo, la base su cui
l'accordo stesso è
costruito per terze
sovrapposte. |
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Frequenza:
Periodicità di un fenomeno
(sonoro) in una data unità
di tempo |
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Fuga:
Forma di contrappunto basata
sul canone e
sull'imitazione. |
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Garage:
stile musicale
caratterizzato da parti
vocali soul, archi,
tastiere, violini e base
ritmata intorno ai 122 bpm. |
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Gavotta:
Danza di origine francese in
gran voga nel '600 ed
entrata successivamente a
far parte della suite. |
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Giga:
Danza popolare di origine
inglese , accolta con
successo nelle corti europee
del '600 e del '700. Per il
suo carattere vivace entra
come brano conclusivo della
suite. Nella suite
strumentale, generalmente
indica il tempo veloce
finale. |
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Grado:
Ciascuno dei suoni che
formano la scala musicale
completa. |
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Gregoriano:
( canto... )
Canto liturgico; è il canto
ufficiale della Chiesa
romana, dal nome di S.
Gregorio Magno. (Papa dal
590 al 604). Per estensione
il termine indica tutte le
melodie della Chiesa romana. |
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Hardcore
Genere di musica house ad
alta velocità ricca di suoni
sintetizzati e samples
vocali. |
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Haevy metal:
Genere affermatosi tra gli
anni 70 e 80 negli Usa
.Esasperazione dell' Hard
rock. |
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Hip-House:
Una fusione del parlato rap
con delle basi musicali di
matrice house. |
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Imitazione:
Tecnica del contrappunto
consistente nella
ripetizione di un tema
melodico o di una sua
frazione da parte delle
diverse voci o parti nel
brano. |
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Inno:
Nel canto liturgico
cristiano indica una forma
in strofe che si ripetono
con un disegno melodico
sempre uguale (a differenza
del salmo che ha carattere
recitativo). |
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Intensità:
Grado di forza di un suono è
legata al concetto di
energia. |
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Intervallo:
Distanza fra due suoni
misurata in gradi. |
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Largo:
Tipo di movimento musicale
più lento dell'adagio.
Titolo di un tempo di
composizione usato in
prevalenza come
introduzione, ma anche come
parte centrale, di suites,
sonate, sinfonie. |
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Lauda:
Canto religioso di lode, in
lingua italiana. |
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Leit-Motiv:
In tedesco significa "motivo
conduttore". E' in breve
tema melodico di una
composizione musicale che
ritorna ogni volta che il
compositore ritiene
opportuno evocare un
personaggio, un' idea, un
episodio particolare. L'
impiego del leit-motiv è
caratteristico dell' opera
di Wagner. |
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Legato:
Un'esecuzione nella quale le
varie note si susseguono fra
loro, senza interruzione di
suono. |
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Lento:
Andamento più sostenuto
dell'adagio. |
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Libretto:
Testo letterario sia in
prosa sia in versi del
melodramma. |
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Litania:
Una delle forme più antiche
di recitazione liturgica
della Chiesa romana. |
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Madrigale:
Il madrigale nel 1300, era
una breve composizione
polifonica per due o tre
voci, di ispirazione
pastorale o amorosa.
Successivamente, insieme a
contenuti maggiormente
lirici e drammatici, assunse
forme polifoniche sempre più
complesse, impiegando sino a
5 o 6 voci. |
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Master:
Nastro professionale
utilizzato per produrre
copie di un disco. |
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Mazurca:
Danza popolare polacca con
tempo 3/4, più lenta e
scandita del valzer. |
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Melodia:
Successione di suoni secondo
un determinato ritmo, che
nel contesto esprimono
un'idea musicale. |
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Messa:
La maggior composizione
liturgica e il rito più
solenne della chiesa. |
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Midi:
Musical Instrument Digital
Interface, interfaccia
digitale per strumenti
musicali, la sua comparsa
segna una svolta
fondamentale nel campo della
musica. |
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Minuetto:
Danza signorile da ballarsi
in coppia in uso nel '700 |
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Moderato:
Movimento intermedio tra
l'andante e l'allegro |
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Monodia:
canto ad una sola voce senza
accompagnamento, praticato
sino al medioevo. A partire
dal XVII secolo definisce
una composizione per sole
voci e basso continuo. |
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Movimento:
Si tratta del grado di
velocità richiesto
nell'esecuzione di un brano
musicale. D'importanza
fondamentale per
l'esecuzione, in quanto un
pezzo può subire profonde
alterazioni quando gli
vengono impressi tempi
diversi. |
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Notturno:
Forma musicale, generalmente
pianistica, di carattere
romantico. Il massimo
interprete ne è F. Chopin. |
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Omofonia:
Canto di più voci che
eseguono la medesima melodia
all'unisono o in ottava. |
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Oratorio:
Composizione a carattere
sacro per solisti, coro e
orchestra, basata su di un
libretto come il melodramma,
ma eseguita senza scene e
costumi come in un concerto. |
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Ouverture:
Termine francese che
significa "apertura",
"introduzione". Si tratta
infatti del brano sinfonico
di introduzione ad un'opera,
ad un'operetta od oratorio,
ma a volte anche a se stante
(ouverture da concerto). Si
identificò nel periodo
barocco con la Suite per più
strumenti. |
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Ottava:
Misurazione dell'intervallo
d?altezza fra due suoni in
cui il più acuto dei abbia
frequenza doppia rispetto al
più grave. |
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Partita:
Equivalente di suite, ossia
una serie di danze a ritmo
diverso. |
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Partitura:
Insieme di tutte le voci e
parti strumentali che
costituiscono una
composizione, scritte le une
sotto le altre in modo da
poter essere lette
contemporaneamente dalle
parti. |
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Passacaglia:
Antica danza trasformata
successivamente in una forma
musicale di stile
contrappuntistico, in cui un
tema, eseguito dal basso, si
ripete sempre uguale, mentre
le altre voci o parti
propongono a ogni
ripetizione variazioni
nuove. |
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Passione:
Composizione sacra di
ispirazione luterana, simile
all'oratorio. |
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Pause:
Sono dette pause i tempi,
più o meno lunghi, di
interruzione del suono. |
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Pavana:
( o padovana )
Danza lenta e solenne in
tempo binario, destinata a
dare inizio ai balli di
corte. |
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Pentagramma:
E' detto pentagramma il rigo
musicale, formato da 5 linee
e 4 spazi, su cui vengono
scritte le note. |
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Preludio:
Brano strumentale in forma
libera ed a carattere
introduttivo che precede una
sonata, una suite, una fuga,
un atto d'opera. Può essere
anche una composizione a se
stante. |
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Presto:
Termine per indicare un tipo
di movimento musicale
rapido. |
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Quadriglia:
Danza figurata nata nel 700
a Parigi,si compone di 5
parti in tempi alternati di
6/8 e 2/4. |
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Rapsodia:
Composizione generalmente
strumentale, di forma
libera, basata su temi di
origine popolare o
folcloristica. Designò in
seguito composizioni epiche,
eroiche o nazionali |
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Recitativo:
Declamazione cantata con
ritmo libero. In origine i
primi melodrammi erano
interamente basati sul
recitativo. Successivamente
vennero introdotte le arie e
quindi il recitativo prese
la funzione di collegamento
tra un'aria e l'altra. |
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Refrain:
Termine inglese significante
ritornello. Ripetizione di
una identica frase musicale
nell'ambito di una
composizione. |
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Ricercare:
Composizione strumentale in
stile contrappuntistico
derivata dal mottetto. |
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Ritmo:
Susseguirsi regolare o
irregolare di accenti forti
e accenti deboli. |
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Ritornello:
Frase musicale che si ripete
nel corso della
composizione. |
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Romanza:
Composizione generalmente
per canto e pianoforte o per
pianoforte solo, a carattere
lirico sentimentale, con
schema A - B - A. |
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Rondò:
Composizione strumentale
derivata dall'antico rondeau
francese, "girotondo", in
cui un tema principale
(ritornello) si alterna con
altri tempi secondari
(strofe). |
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Salmodia:
Declamazione cantata di
testi sacri, condotta per lo
più su di un'unica nota
alternata da brevi formule
melodiche, in uso nella
liturgia cristiana. |
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Sarabanda:
Danza di movimento lento, di
origine araba, in uso nel
'500 e '600 ed entrata
successivamente a far parte
della suite. |
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Scala:
Successione di suoni secondo
determinati intervalli. La
scala più in uso tra noi è
la naturale o diatonica:
do-re-mi-fa-sol-la-si. |
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Scherzo:
Originariamente nell'epoca
barocca, pezzo vocale o
strumentale giocoso e
fantasioso, analogo al
capriccio. Successivamente
sostituì il minuetto nella
sonata e nella sinfonia. |
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Semitono:
Intervallo minimo della
scala musicale, pari a mezzo
tono. |
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Serenata:
Termine che significa
"canzone della sera". In
origine stava appunto a
indicare una breve
composizione destinata a
essere cantata di sera
all'aperto, con
accompagnamento di liuto o
di chitarra. Più tardi
divenne una vera e propria
composizione per piccoli
complessi strumentali,
divisa in diversi movimenti,
come la suite, il
divertimento o la sinfonia. |
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Sincope:
Suono che inizia su un tempo
debole e si prolunga nel
tempo forte. |
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Sinfonia:
A partire dal XV secolo,
brano strumentale. In
seguito indicò una
composizione di carattere
introduttivo legata
all'opera, una composizione
per orchestra, di ampie
dimensioni e di forma
caratteristica divisa
generalmente in 4 tempi o
movimenti (Allegro - Adagio
- Minuetto o Scherzo -
Allegro). |
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Solista:
Voce o strumento che,
durante un'esecuzione
musicale, si esibisce da
solo in una parte di
rilievo. |
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Sonata:
In origine il termine
indicava qualsiasi brano
strumentale in
contrapposizione a un brano
vocale o cantata. Più tardi
la sonata, formata da
diversi movimenti, prese due
diverse forme: la sonata da
chiesa, austera e solenne, e
la sonata da camera,
derivata direttamente dalla
suite di danze. Nel '700,
Haydn, Mozart, Beethoven le
diedero la sua forma più
classica e perfetta. |
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Soprano:
Il registro più alto della
voce femminile, si estende
di norma dal do(3) al do(5). |
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Suite:
La più antica forma musicale
composta di più tempi a
movimento diverso, derivati
da danze. Lo schema classico
della suite era: I)
Preludio, II) Allemanda, III)
Corrente, IV) Sarabanda, V)
Giga. |
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Tarantella:
Danza vivace, tempo 6/8, di
origine napoletana. |
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Techno:
Un tipo di musica house nato
nella città di Detroit per
opera dei DJ Derrick May e
Kevin Sanderson in seguito
esportato con successo in
Europa. |
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Tema:
Idea musicale da cui è
possibile sviluppare ed
elaborare un'intera
composizione. |
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Tenore:
Il registro più acuto delle
voci maschili, generalmente
si estende dal do(2) al
do(4). |
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Timbro:
Qualità del suono,
ovviamente diversa da
strumento a strumento, anche
se la nota prodotta è la
stessa. |
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Toccata:
Da toccare. Tipica
composizione per strumenti a
tastiera, derivata in
origine dal preludiare
dell'organista prima
dell'esecuzione corale, al
fine di fare udire ai
cantori le note iniziali.
Successivamente si sviluppò
come una forma a se stante,
assumendo spesso carattere
di virtuosismo. |
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Tonica:
Si dice tonica la prima nota
di una scala che ne
definisce la tonalità. |
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Tono:
Intervallo tra due suoni
consecutivi che vale come
misura degli intervalli
maggiori. |
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Trovatori e Trovieri:
Poeti cantori della Francia
meridionale i primi,
settentrionale i secondi,
fioriti nel XII e XIII
secolo. |
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Underground:
Genere musicale che si
contrappone alla techno,
riunendo vari filoni come la
garage, la deep, la tribal,
mettendo in risalto le
melodie e basi musicali
complesse. |
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Unisono:
Si dice di due voci o parti
che producono il medesimo
suono nello stesso tempo.
Rapporto di uguaglianza tra
suoni di identica frequenza
(e quindi altezza) pur se di
timbro differente. |
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Valzer:
Danza popolare tedesca con
tempo 3/4, che nell'800
divenne il ballo più in voga
e raggiunse il suo splendore
nel valzer viennese di J.
Strauss. |
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Variazioni:
Modificazione ritmica,
melodica o armonica cui si
sottopone un tema musicale.
Il principio della
variazione è uno dei più
antichi della pratica
compositiva. |
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Violino:
Strumento a quattro corde ed
ad arco derivante dalla
viola, ma più acuto e più
piccolo. |
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Work song:
Letteralmente canti di
lavoro, sono canti popolari
degli agricoltori neri
statunitensi. La base
ritmica di queste cantate
ha costituito una delle
fonti del Jazz moderno. |
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Xilofono:
Strumento a percussione di
origine antichissima.
Consiste di una cassa di
risonanza o di due semplici
supporti su cui si è
allineata una serie di
barrette di legno duro di
differente lunghezza e
dimensione. |
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Zamba:
Una danza Argentina di
origine Africana,
caratterizzata da un tempo
vivace di 6/8. |
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