Geoges Bizet

Parigi, 25 Ottobre 1838 - Bougival, 03 Giugno 1875

 

 

Nato in una famiglia di musicisti, a dieci anni era entrato già al conservatorio.

Ebbe come maestri Gounod e Halévy.

Nel 1857 ottenne il Prix de Rome.

A Roma scrisse Don Procopio che non venne subito rappresentato.

Il 1863 è l'anno de I Pescatori di perle, opera che fu accolta con indifferenza, e tuttora non entusiasma tanto il pubblico.

Nel 1869 sposò la figlia di Halévy e nello stesso anno fu composta ed eseguita la sinfonia "Roma".

Nel 1872 scrisse I Jeux D'Enfantes per pianoforte, raccolta di 12 pezzi molto brillanti che poi furono trascritti per orchestra.

Nello stesso anno 1872 nacquero le musiche per l'Arlesiana di Daudet. Musiche di scena, pezzi brevi smaglianti, tra i quali affiorarono motivi provenzali.

Successivamente un altro melodramma lascia indifferenti: Djamileh e la critica in questo caso lo accusò di wagnerismo.

Superata una crisi depressiva iniziò a comporre quello che sarà uno dei più grandi capisaldi della lirica mondiale: Carmen, rappresentata per la prima volta il 3 marzo 1875.

L' innovazione di questa nuova opera, il cui libretto Meilhac e Halevy lo trassero da una novella di P. Mérimèe, non fu gradita al pubblico impreparato, che giudicò il soggetto scandaloso e poi la protagonista non si addiceva alla scena, perchè non era una dama ma una sigaraia.

La psicologia della protagonista è molto complessa.

Donna dal carattere virile, incurante della moralità, fatalista, non teme la morte, alla quale alla fine dell'opera andrà incontro pur di non retrocedere dal periglioso cammino intrapreso.

La sua passionalità prorompente, alla quale non può rinunciare e che la porterà alla tragica fine, era per lei una farsa della natura.

Carmen è un'opera briosa e allegra, e funebre nello stesso tempo.

Fin dal principio incombe la morte e lo spettatore lo intuisce.

La musica di Bizet seppe dar vita ad ogni carattere, e ad ogni avvenimento.

Questa musica cosi duttile, esprime la gioia di vivere, come nella spregiudicata e provocante Habanera, e sa esprimere bene la tragedia come nella tetra aria delle carte, carica di drammaticità e mestizia in cui quelle note fanno intendere l'amarezza di Carmen alla quale le carte predicono la morte imminente.

Bizet non è mai stato in Spagna. La sua è una Spagna convenzionale, vista con l'ottica della mente. I colori accesi di quelle danze, del preludio e degli intermezzi immergono idealmente  l'ascoltatore nell'atmosfera mediterranea e soleggiata della terra di Spagna.

L'opera fu un eclatante insuccesso.Il pubblico evidentemente non capì l'intensità di quella musica tanto comunicativa e non capì che Bizet con Carmen portò sulle scene il realismo di Balzac, cosi come Mascagni portò con Cavalleria Rusticana il verismo di Verga nelle scene.

Dopo un mese dall'insuccesso, Bizet morì.

Di crepacuore per l'insuccesso o suicida? Non si sa.

La sua morte rimase un'enigma irrisolto.

Scrisse molta musica, ma tante opere dopo la prima rappresentazione furono accantonate.

Altre rimasero incompiute, infine altre si dispersero dopo la sua morte per la negligenza della moglie.

Il pubblico impreparato e la morte prematura negarono all'autore quella fetta di gloria a lui dovuta.

Ma l'insuccesso della prima rappresentazione, oggi è un trionfo in tutte le volte che viene eseguita, e la sua gloria non potrà più eclissarsi.

 

           

  

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