3 Dicembre

Giornata Internazionale delle Persone Diversamente Abili
 

 

 

Il 3 dicembre si celebra la “Giornata internazionale delle persone con disabilità”, che ha lo scopo di promuovere la diffusione dei temi della disabilità, di mobilitare il maggior sostegno possibile per la dignità, i diritti e il benessere delle persone disabili, e di accrescere la consapevolezza dei vantaggi che possono derivare dall’integrazione delle disabilità in ogni aspetto della vita sociale, come stabilito dal “Programma di azione mondiale per le persone disabili”, adottato nel 1982 dall’Assemblea generale dell’ONU

Circa il 10 per cento della popolazione mondiale, pari a 650 milioni di persone, ha una disabilità. In tutto il mondo le persone con disabilità affrontano ostacoli alla partecipazione sociale, barriere architettoniche, pregiudizi culturali, negazione dei diritti umani e civili. L'ottanta per cento delle persone con disabilità (più di 400 milioni di persone) vive nei paesi poveri: disabilità e povertà sono strettamente legate e sono ciascuna la causa dell'altra. I due ambiti in cui è più grave la compressione dei diritti della persona con disabilità sono l'istruzione e la salute. Il novanta per cento dei bambini con disabilità dei paesi in via di sviluppo è escluso dalla scuola. Circa 20 milioni di donne sono disabili a causa di complicazioni della gravidanza o del parto.

Le Nazioni Unite e la comunità globale  nazionale e locale devono assicurare che ogni opera, istituzione, servizio di qualunque genere rivolto al pubblico siano pienamente inclusivi verso le persone con disabilità. Anche gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio devono essere inclusivi: essi non potranno infatti essere mai raggiunti se le persone con disabilità non vi saranno incluse, sia come beneficiari che come attori in prima persona del cambiamento sociale.
La Giornata internazionale delle persone con disabilità è anche un'occasione per rinnovare l'impegno per la ratifica e la piena implementazione della Convenzione sui Diritti delle Persone con disabilità.

Uno degli obblighi fondamentali previsti dalla Convenzione è che la legislazione nazionale deve garantire il pieno godimento dei diritti elencati nella Convenzione. La sua ratifica da parte degli stati non può dunque rimanere formale, ma deve obbligatoriamente tradursi in un processo teso a rendere pienamente inclusiva tutta la legislazione di ogni stato aderente. Non solo: gli Stati dovranno impegnarsi ad attuare politiche, programmi e pratiche che abbiamo un impatto reale e misurabile sulla vita delle persone con disabilità. Inoltre, è fondamentale garantire alle persone con disabilità e alle loro organizzazioni la piena partecipazione alla vita politica, attraverso istituzioni che includano i loro rappresentanti nei meccanismi della vita politica nazionale e locale.
La Giornata mira a promuovere una comprensione del tema della disabilità e sostenere il riconoscimento della dignità, dei diritti e del benessere delle persone con disabilità. Inoltre mira ad aumentare la consapevolezza dei vantaggi offerti alla società dall'integrazione delle persone con disabilità in ogni aspetto della vita politica, sociale, economica e culturale.

Obiettivi prioritari della Giornata sono:
- Coinvolgere: offrire opportunità di partecipazione all'interno di tutte le comunità interessate (istituzioni governative, non governative, settore privato) per implementare norme e standard specifici per l'inclusione delle persone con disabilità
- Organizzare: forum, discussioni pubbliche, campagne di informazione in sostegno alla Giornata, che siano focalizzate sui temi della disabilità e sulle risorse di cui le persone con disabilità sono portatrici per il bene dell'intera comunità
- Celebrare: pianificare e realizzare eventi culturali, spettacoli, manifestazioni sportive per dimostrare il contributo delle persone con disabilità alla vita sociale, le loro aspirazioni, abilità e interessi.
- Agire: avviare e portare avanti azioni concrete per implementare norme internazionali, nazionali e locali a favore delle persone con disabilità, per fare pressione sulle istituzioni con potere legislativo al fine di adeguare la legislazione nazionale alla Convenzione internazionale, per promuovere a tutti i livelli la partecipazione delle persone con disabilità ai processi decisionali e allo sviluppo sociale ed economico su una base di equità. In questo ambito uno ruolo particolarmente importante dovrà essere ricoperto dai mass media, non solo in occasione della Giornata ma costantemente, per promuovere un cambiamento di mentalità a tutti i livelli della società, in favore del pieno riconoscimento dei diritti e delle risorse delle persone con disabilità.

“Ci son voluti secoli prima di ridonare il giusto posto sociale a quanti per nascita , o a causa di malattia hanno perduto certe abilità fisiche ma non certo  la potenzialità di essere persona con uno straordinario bagaglio di conoscenze e sensibilità e questo lo sanno molto bene i tanti volontari che operano a favore e a fianco dei  “diversamente abili” il C.I.F. provinciale già nel lontano 1980 ha messo su una splendida struttura  nella cittadina di Ravanusa  “il Centro amico” e la Casa dell’amicizia sita in via A.  Lincoln  che accoglie tantissimi ragazzi che fruiscono giornalmente di un servizio di terapie riabilitative con personale specializzato   ed un  Centro  ricreativo occupazionale.

Comunque, riteniamo doveroso dare voce a chi opera in questo settore e soprattutto ai genitori , mariti o mogli che vivono in prima persona il Tema sopracitato.

 

Testimonial

 

Quando alla fine degli anni ottanta a Ravanusa ,riprendendo le attività del C.I.F. Sotto la presidenza della prof.ssa Tanina Carmina, avendo in mente di operare a sostegno dei diversabili e delle loro famiglie,insieme a lei andammo a visitare un Centro a Licata,rimasi scossa e dissi fra me : “Io mi occuperò di loro? Ne sarò capace? “ Il mondo della diversabilità era lontano dalla mia mente nè immaginavo le due belle realtà che, successivamente, avremmo creato nel nostro paese. Il C.I.F. Casa Dell'Amicizia, dove tutti i pomeriggi dal lunedì al venerdì, i diversabili trascorrono le loro ore in allegria con canti, giochi e recite, esprimendo la loro creatività sotto la guida di noi volontari, di un animatore, di un istruttore sportivo e il  “Centro Amico “ onlus che, in convenzione con l'A.S.P. Di Agrigento,espleta un servizio ambulatoriale di riabilitazione per pazienti in età evolutiva e non, con neuro lesioni e deficit neuropsicomotori e del linguaggio.

Di quest'ultimo Centro oggi sono la Presidente e vengo supportata da uno staff dirigenziale ed operativo eticamente motivato, attento al benessere dei pazienti,mediante una presa in carico globale che coinvolge famiglia,scuola e società. Questa sinergia di interventi,nel tempo,di ottenere ottimi risultati,recuperare patologie neuropsicomotorie,migliorare la qualità della vita dei diversabili, così come emerge dalle seguenti testimonianze.

Da parte mia non posso che dire un grazie a chi mi ha guidato e mi guida verso i sentieri della diversabilità e a tutti i ragazzi che con i loro sorrisi,con i loro gesti,con i le loro parole,con i loro sguardi e i loro silenzi,riempiono il mio cuore.

Perché partire dalla diversabilità?

Partiamo dalle abilità!

Quindi

abilmente diversi

Liliana  (operatrice del Centro Amico)

Tutto iniziò il 31 dicembre del 1995 dopo essere tornato dal veglione di Capodanno, quando durante il sonno della notte mi sentii male.Ho saputo della mia malattia dalla cartella clinica che mi fu inviata per posta; decisi di non curarmene ed andare avanti con la mia vita da diciannovenne; ma sentivo che i miei amici di un tempo si allontanavano perchè non potevo seguire i loro ritmi.

Iniziai la fisioterapia al Centro Amico di Ravanusa e, scendendo dal Centro, vedevo nel salone sottostante alcuni ragazzi che frequentavano il C.I.F.”Casa dell'Amicizia”, seduti ad un tavolo a lavorare.Un bel giorno decisi di aggregarmi a loro: ho trovato una realtà più vicina a me, ho conosciuto momenti di vera gioia, perchè i problemi che ho io, rispetto a quelli degli altri non sono nulla; ognuno di noi ha difficoltà diverse, però stando insieme non esistono più. Ho trovato nuovi amici, persone disponibili a stare con noi, a volerci bene. Con loro mi sento realizzato, trovo la tranquillità che non ho a casa o fuori.

Lillo

Fino a venti anni avevo una vita regolare, ma eventi dolorosi hanno fatto sì che perdessi la fiducia in me stesso e nelle mie capacità, allontanandomi dai veri valori della vita.

Con il sopraggiungere della malattia, mi sono ritrovato con le spalle al muro... il mio destino era segnato! Coloro che reputavo amici hanno dimostrato di non esserlo e di non voler il mio bene perchè cercavano, nonostante io non volessi, di riportarmi sulla cattiva strada, non curandosi della mia nuova condizione.

Mi sono tormentato per anni, finalmente la luce... Sono arrivato al Centro occupazionale per disabili dove ho conosciuto dei veri amici che mi hanno accolto con il sorriso, aiutandomi ad affrontare al meglio le mie giornate, anche le più tristi. Ero già prossimo alla sedia a rotelle e al Cif “Casa dell'Amicizia” ho ritrovato la serenità ed ho visto finalmente la vera realtà: al peggio non c'è mai fine! Insieme camminiamo verso una vita migliore sostenendoci a vicenda.

Dal futuro mi aspetto di poter migliorare, di tornare a camminare con le mie gambe, spero di farcela raccogliendo tutte le mie forze e con l'aiuto dei terapis6ti. Se non potessi realizzare il sogno di tornare a camminare, sarei grato comunque a Dio di esistere, di poter pensare e comunicare e stare a contatto con persone ottimiste che mi aiutano in questo cammino.

Gaetano

Sono Anna Maria e da qualche mese presto servizio di volontariato presso il “Cif. Casa dell' Amicizia “ di Ravanusa.

Spesso si pensa che la disabilità sia un ostacolo alla felicità, perché si considera solo il dolore che essa provoca, non riuscendo ad entrare nell’interiorità della persona che ne è colpita.

Ogni giorno al centro sono a contatto con persone disabili che sanno sorridere dei loro problemi, sanno affrontare la vita con grinta e riescono a trasmettere la loro gioia di vivere.

Prima di intraprendere questo percorso di volontariato, pensavo che le persone con delle disabilità fossero delusi della vita,tristi e incapaci di voler guardare al futuro, adesso ho capito che non è così!

E’ vero la disabilità toglie qualcosa fisicamente ma accresce interiormente.

Ho imparato ad ascoltare ognuno di questi ragazzi, andando aldilà delle difficoltà perché ciascun ragazzo è un mondo da scoprire e da rispettare.

Mi sono messa a loro disposizione , penso di aiutarli, ma ad essere sincera, sono loro che aiutano me!

Anna Maria

Voglio provare a scrivere due righe sul centro “ Cif-Casa dell’amicizia” ma riuscire a riassumere 20 anni della propria vita è un’impresa ardua.

Vi sono cresciuta e mi sono fermata ,ho scelto di stare vicino a questi ragazzi perché sentivo di avere bisogno di loro e loro di me.

Quando parliamo vorrei essere capace di dar loro le risposte ai tanti perché della vita: perché succedono certe cose? Qual è il disegno di Dio su noi?Perché la strada della sofferenza? Non so rispondere ma mi consola condividere un pezzo del mantello col fratello che chiede “solo un po’ di attenzione” .Non voglio mostrarmi debole spazientito e noncurante!

Sono una maestra d’arte ,mi sforzo di fare bene il mio lavoro perché penso che con l’arte l’animo si eleva a Dio .Cerco di far conoscere ai ragazzi a distinguere i colori perché con essi si può ammirare la bellezza della natura che Dio ha creato per tutti noi suoi figli.

Il giallo del sole che ci scalda,l’azzurro dell’infinito cielo, il verde dei freschi prati primaverili e via via altre sfumature ,altre emozioni!

Stiamo realizzando il presepe e “studiamo” come fare le braccia di Maria:chiuse in preghiera o aperte ad abbracciare l’umanità? Gesù ci sorride con dolcezza e invita i ragazzi a intonare i canti di natale. San Giuseppe  deve essere forte e proteggere la sua famiglia, seguiamo il suo esempio!Di discussione in discussione ci perdiamo felici nel tempo che trascorre.

Vorrei tanto poter garantire a questi ragazzi la felicità,mi sforzo di essere forte per trasmettere sicurezza interiore che è l’unica forza che li può portare a farsi amare da tutti ,dentro e fuori il Centro

Mi da forza  la preghiera di San Francesco : “dove c’è sofferenza,che io porti speranza!”.

Oh ,Signore! Fa di me uno strumento della tua pace!

Salvina

L'esperienza di questi due anni fatta al Cif-Casa dell'Amicizia, è da considerarsi positiva su tutti i punti di vista. La necessità di fare volontariato è nata in me dopo la morte di mio marito,l'affetto più grande della mia vita. Mi sentivo ,avevo perso il sorriso e la voglia di continuare a vivere. La mia fede vacillava,ma nonostante ciò nelle mie preghiere invocavo il Signore di darmi la forza di uscire da questo tunnel di disperazione e ritrovare equilibrio spirituale.

Ho chiesto al Signore di illuminarmi,mi viene in mente  “Cif,” Lo stesso giorno incontro la prof.ssa Carmina ,presidente del centro che mi accorda di fare volontariato .

L'accoglienza dei ragazzi presso il centro è stata indimenticabile e carica di affetto.

Guardando quei ragazzi negli occhi, incrociando i loro sguardi,mi sono resa conto di quanto amore e attenzione avessero bisogno.

Quel giorno una spinta interiore mi ha messo in discussione tutto il mio modo di essere e di agire.

Ho capito che il mio dolore poteva essere indirizzato a fare qualcosa per gli altri. Ringrazio il Signore per questa opportunità di apertura verso chi ha meno di me!Il volontariato è amore carità, gioia. Negli occhi dei fratelli diversabili io vedo Dio. Grazie Signore!

Cecilia

Come uomo di volontariato,ti ho incontrato,conosciuto,accompagnato…in quel giovane viaggio che è l’adolescenza.

Ti chiamavano Disabile. Ti ho chiamato con il tuo nome: Giuseppe.

 

E poi…basta poco per diventare amici!Basta trovarsi davanti una pizza, parlare di calcio, parlare di musica  e di una…

Sorprendente voglia di vivere!

 

Ho imparato tanto al tuo fianco,vivendoti in tutti i tuoi pensieri sinceri,veri,senza pelle.

Giorno dopo giorno,dapprima come animatore socio-culturale e poi come assistente socio-sanitario e in seguito come “compagno teatrale” dove mi hai rivelato i segreti della tua anima,regalandomi emozioni che solo l’amicizia sa dare.

 

Ma dentro tutta questa musica,ogni qualvolta s’incontrava il mondo leggevo nei tuoi occhi una nota stonata,la sentivo…nell’incontrare lo sguardo della gente, mentre i nostri sguardi cercavano

Così impreparato a capire ed accogliere la tua disabilità

Così innocente ma allo stesso tempo ignorante lì a sussurrarmi “poveretto”,

 “oh Gesù…perché”?

 

Come se l’handcap,fosse una miseria, un qualcosa di cui vergognarsi!

 Mi sono fermato,ho cercato un modo per evitare che i tuoi occhi capissero il mio disagio ed  esprimessero ancora più sofferenza,rabbia e angoscia.

 

Ne abbiamo parlato, ascoltandoci,condividendo dubbi,paure,incertezze ma anche sogni,desideri, progetti futuri.

 

Alla fine ho scritto una commedia in “tre atti brillanti” affidandomi ad un linguaggio popolare che è riuscito a far riflettere ,a far meditare la platea ora con una battuta o una grassa risata.

Ricordi fratello! Ho giocato a fare l’autore,dirigendo gli attori,interpretando il tuo stato d’animo,le tue verità.

 

Michele ( il personaggio) ha insegnato al gentile pubblico che ha applaudito con vigore,che il diversamente abile è super-abile perché la sua forza è uguale al mare,al cielo,alla Terra ,a tutti gli elementi insieme.

 

In” quello sguardo” c’è tutta la miserabilità dell’uomo che Dio è tutto e abita in tutte le nostre imperfezioni ricordandoti in ogni prezioso attimo che se esiste malattia va curata con la poesia del sorriso,con la luce dell’amore, con l’energia della spontaneità, perché tutto ci possa portare ad accogliere l’altro.

 

Perché ogni persona è ingresso di un nuovo universo.

Grazie Giusè.

 

Enzo

 

Giusy

I tuoi occhi

I Tuoi occhi fanno il girotondo,

ma non cantano.

I tuoi occhi non hanno lacrime,

ma piangono.

 

I tuoi occhi non vedono i colori,

ma hanno il colore del mare.

 

I tuoi occhi non gioiscono,non soffrono,

nulla traspare,

ma esistono e ci annullano.

 

Il cattivo

 

Abbiamo riso,giocato,improvvisato,

tu felice ci hai picchiato.

 

Abbiamo catturato il tuo sguardo con mille azioni.

 

Eravamo contenti,perché tu ci toccavi,

ci scrutavi ed esultavi.

 

E’ stato bello giocare con te,

in pochi minuti sei cresciuto un po’

e ci hai reso felici.

 

Poi è arrivato lui,come sempre,

all’improvviso.

 

“Il cattivo”è ha distrutto tutto in pochi secondi.

Lui è nella tua vita

ogni giorno

ogni momento.

Noi non ci arrendiamo!

 

Combatteremo “il cattivo”che è potente ma non ha cuore,

con un’arma potente che si chiama “Amore”.

 

Accendi la mia luce Signore

Signore aiutami ad amarli tutti.

 

Fa che il mio umile lavoro possa essere sollievo

per grandi e piccoli.

 

Regalami sempre il sorriso,

rendi dolce e calda la mia voce,

forti e sicure le mie braccia.

 

Fa, che la mia piccola luce

Possa brillare d’amore per loro.

 

 

 

 

La forza della speranza

 

La piccola mano stringe la mia

Muove passi incerti,lenti,scomposti

 

La bimba dagli occhi azzurri

bellissimi

tristi

fiduciosi

smarriti.

 

La madre l’accompagna con lo sguardo,

occhi dello stesso colore: stanchi,arrabbiati.

 

Una lacrima scende,

le riga il volto,

arriva al cuore che non ha più colore,

eppure batte,vive.

 

Si aggrappa alla speranza

unica figlia della sofferenza.

 

 

 

Via Regina Elena, 36/A