|
EREMO DI S.
CROCE

Mi ricordo che da bambina
il 3 di maggio era una gran festa;
bastava un po’ di sole e tutti ci si
organizzava, con vivande e beveraggi,
per recarci, a piedi, al poggio Santa
Croce e trascorrervi la giornata.
Per noi bambini quella
era una giornata attesa tutto l’anno;
l’aria aperta e libera della campagna
circostante ci induceva a corse e
capriole e il senso di libertà era
palpabile.
Da qualche decennio,
purtroppo, questa abitudine ha perso via
via la partecipazione ed oggi, non so se
a causa dei mezzi di trasporto
disponibili da chiunque o dal tipo di
vita che consente di far festa quando si
vuole, quasi nessuno si ricorda più di
quella ricorrenza.
Col passare degli anni,
però, il ricordo è rimasto ed ho
cominciato a chiedermi quale fosse
l’origine di quella festa.
Cercando qua e la ho
trovato delle notizie interessanti:
in quel giorno, la Chiesa
cattolica, festeggiava “l’invenzione
della Croce di Cristo” e in molti paesi
la ricorrenza veniva celebrata.

Il perché ci si recasse
al poggio Santa Croce è da attribuire al
fatto che li, in un eremo sicuramente
anteriore alla fondazione di
Casteltermini, si trova conservata,
tutt’ora, una Croce lignea che, alla
prova del Carbonio 14, pare possa essere
datata intorno a 2000 anni fa e questo
ne farebbe la più antica croce
paleocristiana esistente.

Prima ancora della
fondazione del paese, avvenuta il 5
aprile1629 con “Licentia populandi”
concessa al barone Gian Vincenzo Maria
Termini e Ferreri dal Vicere Filippo IV
di Spagna, In questa data, dai casali
sparsi nel feudo Chiuddia, la gente
andava a rendere omaggio alla Croce a
piedi o a cavallo portando con se il
necessario per affrontare il non breve
viaggio.
Ritengo che questa posso
essere l’origine dell’attuale cavalcata
che, pur con le aggiunte e varianti
acquisite nel tempo, continua a
perpetuarsi ancor oggi.
Anche se la data del 3
maggio non coincide più con i
festeggiamenti, che son stati spostati
alla IV domenica di maggio, la
tradizione continua ad esistere.
Oggi la festa si sviluppa
nei giorni di:
Giovedi
Venerdì
o
entrata delle bande dei
vari “ceti” (ossia le antiche
corporazioni) dei celibi, pecorai, borgesi, e maestri d’arte;
o
sfilata dei ceti che
accompagnano la Croce (in copia) posta
su un carro trainato da buoi;
o
aste per l’assegnazione
dei posti di sfilata;
Sabato
-
nel pomeriggio, fino
a notte inoltrata, sfilata a cavallo
del “ceto” Real Maestranza mentre
gli altri sfileranno a piedi;
-
in serata, dopo il
secondo giro del paese, mangiata di
carciofi e uova sode, accompagnati
da vino, nello spiazzo dell’eremo;
Domenica
-
in mattinata grande
fiera di bestiame ed accessori per
campagna e pastorizia;
-
nel pomeriggio, fino
a notte inoltrata, sfilata degli
altri “ceti” a cavallo mentre la
Real maestranza va a piedi;
-
in serata, dopo il
secondo giro del paese, mangiata di
panini, uova sode, e carciofi,
accompagnati da vino, nella zona
convento.
Santa Croce ed il " TATARATA' "

Una delle principali
attrattive di questa manifestazione è il
Tataratà, la cui origine non è molto
chiara: alcuni parlano di danza di
spatolatori di lino mentre altri lo
fanno risalire ad una danza di origine
araba ad opera di coloni arabi
convertiti che partecipavano alle
celebrazioni della Croce con le loro
danze.
Si tratta di varie
figurazioni, che al ritmo di uno o più
tamburi, simulano un combattimento. È
certo che la sua singolarità, rispetto
alle altre feste di paese, è un forte
richiamo per moltissimi visitatori.
WebMaster Silvana Restivo
Galleria
Fotografica

|