La prima edizione del libro Cuore è del 1886. Rileggendolo in età avanzata mi è sembrato di capire che i nostri antenati volevano fare degli italiani un popolo di eroi.

Non è stato certo l`ardore patriottico dei militari a sollevare il popolo italiano dalla povertà e dall’ ignoranza, bensì l`intelligenza e la lungimiranza di alcune personalità e la laboriositá della cosiddetta gente comune. Si legge che nell`anno dell`uscita del libro Cuore il 70% degli italiani era analfabeta.


da Stoccarda/Piero Lo Re

...io amo l`Italia perchè mia madre è italiana, perchè il sangue che mi scorre nelle vene è italiano, perchè è italiana la terra dove sono sepolti i morti che mia madre piange e mio padre venera, perchè la città dove sono nato , la lingua che parlo, i libri che mi educano, perchè mio fratello, mia sorella, i miei compagni, e il grande popolo in mezzo a cui vivo, e la bella natura che mi circonda, e tutto cio che vedo, che amo, che studio, che ammiro, è italiano. Oh tu non puoi ancora sentirlo intero quest`affetto! Lo sentirai quando sarai un uomo, quando
ritornando da un viaggio lungo, dopo una lunga assenza, e affacciandoti una mattina al parapetto del bastimento, vedrai all`orizonte le grandi montagne azzurre del tuo paese; lo sentirai allora nell`onda impetuosa di tenerezza che t`empirà gli occhi di lagrime e ti strapperà un grido dal cuore. Lo sentirai in qualche grande città lontana, nell`impulso dell`anima che ti spingerà tra la folla sconosciuta, verso un operaio sconosciuto, dal quale avrai inteso, passandogli accanto, una parola della tua lingua. Lo sentirai nello sdegno doloroso e superbo che ti getterà il sangue alla fronte, quando udrai ingiuriare il tuo paese dalla bocca di uno straniero. Lo sentirai più violento e più altero il giorno in cui la minaccia d`un popolo nemico solleverà una tempesta di fuoco sulla tua patria, e vedrai fremere armi d`ogni parte, i giovani accorrere a legioni, i padri baciare i figli, dicendo:-Coraggio! e le madri dire addio ai giovinetti, gridando:-Vincete! Lo sentirai come una gioia divina se avrai la fortuna di veder rientrare nella tua città i regimenti diradati, stanchi, cenciosi, terribili, con lo splendore della vittoria negli occhi e le bandiere lacerate dalle palle, seguiti da un convoglio sterminato di valorosi che leveranno in alto le teste bendate e i moncherini, in mezzo a una folla pazza che li coprirà di fiori, dibenedizione e di baci. Tu comprenderai allora l`amor di patria, sentirai la patria allora, Enrico. Ella è una così grande e sacra cosa, che se un giorno io vedessi te tornar salvo da una battaglia combattuta per essa, salvo te, che sei la carne e l`anima mia, e sapessi che hai conservato la vita perchè ti sei nascosto alla morte, io tuo padre, che t`accolgo con un grido di gioia quando torni dalla scuola, io ti accoglierei con un singhiozzo d`angoscia, e non potrei amarti mai più, e morirei con quel pugnale nel cuore.......Tuo padre.

 

 

 

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