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Giovani
che mettono insieme tasselli per
costruire il loro futuro. Ragazzi che
sviluppano idee.
Serena
Ferrara, 30 anni, di Casteltermini, è
stata tra i sei finalisti del Kublai
Awards, il barcamp promosso da Progetto
Kublai che si è tenuto a settembre al
MAXXI di Roma. “Un libro in mezzo al
mare” - questo è titolo del progetto - è
l’idea di un Children’s Museum: uno
spazio fisico in cui i bambini possono
vivere un racconto: ritrovarsi nei
luoghi che vengono descritti, incontrare
i personaggi della storia e condividere
ogni momento straordinario con altri
coetanei. All’inizio l’idea era creare
una casa editrice per l’infanzia, per
offrire la possibilità ai bambini di
provare il piacere della lettura. Ma con
giovanissime menti avvezze ai computer,
ai videogame, riuscire a fermare la loro
attenzione su un libro era un’impresa
ardua. Così, Serena Ferrara ha pensato
di restituire fascino alle pagine
trasformandole in un momento di svago,
in un gioco nuovo dall’esperienza
emozionante e inesauribile.
Nel
percorso ideale dentro una storia non
soltanto si possono trovare le parole,
come oggetti tridimensionali che
arredano lo spazio del gioco, ma anche
gli odori del libro e perfino cibi e
bevande della storia: ad esempio, si può
sorseggiare il tè con il Cappellaio
Matto ed Alice del Paese delle
Meraviglie, tutti insieme a festeggiare
un “buon non compleanno”. Serena, dopo
una Laurea magistrale in Scienze della
Comunicazione, conseguita all’Università
di Palermo, e un Master in tecniche di
Comunicazione e strategie per la Media
education, presso l’Università La
Sapienza di Roma, dal 2009 lavora per la
Fondazione Ugo Bordoni, a Roma,
occupandosi prettamente di
comunicazione. "I miei sogni? Intanto
essere stabilizzata. Lavorare per la
Fondazione ha un suo prestigio e può
rappresentare in concreto un’occupazione
per la vita. D’altra parte, rimane il
forte desiderio di realizzare qualcosa
di mio in Sicilia.
Il
progetto del Children’s Museum mi ha
dato visibilità e mi si stanno
prospettando delle opportunità che non
intendo lasciarmi sfuggire”. L’aiuto
pubblico dovrebbe consentire l’avvio
dell’attività e l’individuazione della
location in cui realizzarlo. Sarebbe una
realtà produttiva, capace di reggersi da
sola: "Il museo fa anche da
catalizzatore della cultura, coinvolge
artisti ed esperti di ogni genere, offre
occupazione per diverse categorie
professionali e artistiche". Un luogo
che Serena spera di individuare a
Palermo. “Ho lasciato Casteltermini
quando ho terminato le scuole superiori.
Ho frequentato l’Università nel
capoluogo siciliano; per questo sento di
più Palermo come la mia città.
Riuscire a
realizzarmi in Sicilia è un mio sogno,
ma finora non è stato possibile. Sono
entrata alla Fondazione Bordoni nello
staff del presidente per occuparmi di
comunicazione istituzionale.
Lavoro
adesso nell’ufficio grafica e
organizzazione eventi. Ma sono una
precaria. E’ nei miei progetti riuscire
a realizzare qualcosa di mio, senza
dover aspettare che qualcuno mi firmi un
contratto”.
Serena ha
conosciuto Kublai un po’ per caso. E’ un
luogo virtuale di progettazione pensato
per i creativi che hanno un’idea e
bisogno di aiuto per svilupparla, ed è
promosso dal Dipartimento per lo
Sviluppo e la Coesione Economica del
Ministero dello Sviluppo Economico.
“Kublai funziona come un normale social
network: si apre un profilo personale si
comincia a sviluppare un’idea. Ho
proposto otto progetti.
Con Kublai ogni progetto cresce con
l’aiuto di un team di esperti, che
riescono a trovare gli spunti per farlo
diventare più grande. Lo staff stimola a
sviluppare un’idea in grado di attrarre
finanziatori”.
“Un
libro in mezzo al mare” è piaciuto
subito: “I bambini di oggi sono immersi
nelle tecnologie e il libro è limitato
alla dimensione dello studio e vissuto
come qualcosa di noioso. Il progetto si
propone di riportare il libro ad essere
uno strumento di svago e non solo di
apprendimento, capace di accendere
l’immaginazione”.
Articolo scritto da
ANNA MARIA SCICOLONE
Pubblicato su
La Sicilia
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