Opera dei pupi

 L’opera dei pupi è il teatro tradizionale siciliano delle marionette. I pupi differiscono dalle altre marionette per i soggetti, per la meccanica, per lo stile figurativo, per l’organizzazione scenica e il tipo di recitazione. I soggetti sono, per la maggior parte, lunghe vicende rappresentate a puntate, che derivano dalla letteratura epico-cavalleresca, particolarmente dal ciclo carolingio. Il repertorio comprende anche vite di banditi, vite di santi, avvenimenti storici e trame shakespeariane.

Orca marina

 Ruggiero e Angelica

 

 Palermo - 1950/60

Esistono in Sicilia due distinte tradizioni dell’opera dei pupi, quella «palermitana» diffusa nella Sicilia occidentale, e quella «catanese» diffusa nella Sicilia orientale, che differiscono per qualche aspetto della meccanica, della figurazione e, pur nella fondamentale unità del repertorio, per qualche soggetto particolare.

Duca Namo di Baviera

e

Gradasso Re di Sircania

 

Palermo - 1950/60

Questa forma di teatro popolare si rivolgeva al pubblico dei quartieri poveri della città e a quello dei paesi. I gestori dei teatri muovono i pupi, li fanno parlare, talvolta li costruiscono, dipingono per loro scene e cartelli e sono detti «opranti», «teatrinari» o «pupari» (un tempo si diceva «puparo» chi costruiva i pupi e «oprante» o «teatrinaro» chi faceva spettacolo). Essi si fermavano in un paese a rappresentare uno o più cicli, che duravano mesi o anni di recite quotidiane, finchè il pubblico era stanco, e occorreva spostarsi altrove.

 

Via Regina Margherita, 36/A