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Oggi è per tutti noi,
il raggiungimento di un importante
traguardo, che conferma ancora una
volta l’ impegno assunto dall’A.A.C.
nell’ambito della salvaguardia del
nostro patrimonio culturale.
Possiamo definire
questa giornata il giorno del
riscatto della nostra identità
culturale.
Già da tempo era
nostro intento, dopo la
realizzazione dell’antiquarium
archeologico comunale, di cui
fondamentale è stata l’opera dell’.A.A.C.,
la creazione di un museo etnografico
ove raccogliere beni materiali del
nostro passato.
Circa un anno fa,
grazie alla Pro Loco ,con la quale
da sempre abbiamo avuto un rapporto
di amicizia e di condivisione per la
salvaguardia dei beni culturali del
nostro paese, l’A.A.C. ha
partecipato all’incontro con l’UNPLI
in occasione del progetto ”Abbraccia
l’Italia” , tenutosi in questa sede.
Successivamente ,
abbiamo redatto un protocollo di
intesa con la Pro Loco, per la
realizzazione di un museo
Etnografico.
La realizzazione di
questo percorso, ci gratifica ancora
una volta in questo difficile
cammino nel recupero dei beni
Culturali artistici e storici.
Voglio ringraziare a nome mio
personale e dell’A.A.C., Il primo
cittadino Avv. Nuccio Sapia, il vice
Sindaco Dott. Maria Pia Greco e
tutta l’Amministrazione Comunale
per aver creduto in noi ed averci
dato la possibilità di custodire nei
locali di via Jan Palak , ove è
ubicato il nuovo museo, questo
grande patrimonio di appartenenza
che stava per disperdersi.
Pur essendo, il
Comune, in difficoltà economiche si
è reso disponibile a farci avere il
materiale per la realizzazione dei
pannelli espositivi.
Abbiamo iniziato
questo percorso muniti di buona
volontà, pieni di entusiasmo e con
spirito di sacrificio, affrontando
non indifferenti difficoltà e
sacrifici personali.
In tutti questi mesi
il neo museo era diventato la nostra
seconda dimora ( non si guardava
l’orologio; tanto era il lavoro che
le ore scorrevano senza che ce ne
rendessimo conto)
Inizialmente la
raccolta dei materiali era composta
dalle nostre modeste collezioni,
man mano si arricchiva con le
donazioni dei cittadini, che hanno
condiviso questa nostra
iniziativa, privandosi dei ricordi
più cari..
Voglio sottolineare
che l’Ass. Archeologica
Castelterminese, per ben 22 anni, ha
sempre operato nel sociale, con
modestia e umiltà senza mai chiedere
niente per se stessa, sostenendosi
con le proprie risorse, raggiungendo
sempre con grande soddisfazione e
gratificazione gli obiettivi
prefissati.
Nascita e percorso del museo
Il museo
etno-antropologico dei materiali
della civiltà contadina e dei
mestieri, ha origine nel mese di
maggio 2011, come attività di
volontariato dell’A.A.C. e della Pro
Loco, per la tutela e la
conservazione della cultura popolare
del passato.
Le testimonianze
del lavoro della terra e dei
mestieri della vita quotidiana, sono
state raccolte con l’intento di non
disperdere questi beni materiali,
dall’incuria, dall’abbandono e
dall’egoismo dell’uomo. Gli antichi
mestieri, fanno ormai parte della
nostra storia.
Molti di essi sono
del tutto scomparsi o divenuti rari
soppiantati dal progresso e
dall’industrializzazione, dalla
catena di montaggio e dalla
tecnologia più sofisticata, dai
diversi consumi, dove all’acqua
fresca per dissetarsi si è
sostituita la Coca-Cola.
I giovani d’oggi non
hanno mai conosciuto il
concia-brocche, i salinari, ipastai,
gli arrotini, i carrettieri, la “
pilucchera” che si recava a
pettinare le clienti casa per casa,
solo per ricordare alcuni mestieri.Abbiamo
ritenuto riproporre alcuni dei più
significativi mestieri di ieri
diffusi nel nostro paese, perché
secondo noi, anche questo passato è
patrimonio di memoria da ricordare,
un “come eravamo” pacatamente tinto
di nostalgia o di rimpianto.
E’ doveroso che la
raccolta di questi beni, che
facevano parte della vita e della
cultura del nostro paese, siano
messi a disposizione di coloro che,
hanno voglia di conoscere il proprio
passato, di apprezzare a cosa devono
la propria condizione di vita.
Le testimonianze del
lavoro della terra e della vita
quotidiana familiare , sono state
contestualizzate in diverse sezioni,
in appositi pannelli espositivi che
descrivono tramite la lettura visiva
dei materiali, delle foto degli
strumenti, l’articolazione socio
economico del mondo contadino,
operaio minerario e
dell’artigianato.
Questa disposizione
museografico ha come risultanza il
seguire attentamente un percorso
obbligatorio, che coinvolge
l’osservatore con attenzione, a
scoprire i vari materiali di un
mondo passato e l’uso che ne faceva,
con un linguaggio del tutto
sconosciuto ai giovani.
L’inserimento della
ricostruzione di un ambiente
domestico, cioè dell’unica stanza
ove abitava l’intera famiglia, con
il braciere, la cucina in mattoni
smaltati, il contadino che ara la
terra con l’aratro tirato dai
buoi, l’ingresso della miniera di
zolfo cu lu surfararu, “li iuchira
di na’ vota” che facevamo da
ragazzi, rende il percorso reale, ed
emozionante a ricordo del passato .
Sono presenti pezzi
legati alla coltura e alla
produzione del vino, testimonianze
delle antiche attività di bottega,
come quella del falegname, del
calzolaio, dell’arrotino, caratteri
in legno per la stampa tipografiche
dei primi anni del novecento, ed una
meravigliosa esposizione di
fotografie antiche, dai primi anni
del 900 agli anni 60-70 . Inoltre
una collezione di pietre di zolfo
documenti del settore minerario e
della scuola ecc…
La suggestiva parte
artistica è stata realizzata da
Salvatore Rizza.
Questo museo potrà
essere visitato e utilizzato da
tutte le scuole, per far compiere
esperienze didattiche, con
appropriata chiave di lettura. Ogni
sezione è contrassegnata con delle
lettere arricchita da didascalie,
con i relativi nomi degli oggetti
in lingua dialettale del luogo,
inoltre: documenti storici, modi,
proverbi e detti castelterminesi,
che porterà a vedere in questi
oggetti un valore non solo umano ma
anche poetico, al di là di ogni
retorica che faccia apprezzare il
presente nel rispetto della memoria.
Ed infine il mio
affettuoso grazie, va’ ai veri
protagonisti della riuscita di
questa meravigliosa raccolta
museografica, AI CITTADINI
castelterminesi, che ci hanno
collaborato con le loro donazioni;
un ringraziamento va anche ai
commercianti che ci hanno fornito
gratuitamente i materiali per la
collocazione della mostra
fotografica permanente .
Il presidente dell’A.A.C.
Rizza Salvatore
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