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Vita Maledettamente
Meravigliosa
Quando capisci che la
vita
non è come la desideri tu
ti viene voglia di gridare al mondo intero
perché proprio io?
Ma sai che non ti risponderà nessuno
perché non ti puoi sottrarre a questa vita.
Te la prendi con tutti
con il destino crudele
perfino con "madre natura"
perché la vita gira sempre
non per il verso giusto, ma al contrario
Sai benissimo che la vita è come una nota stonata
come una dura legge che ti condanna per sempre
che ti impedisce di realizzare
quel desiderio tanto sognato
Ma tu fatichi ugualmente
la tua forza il tuo coraggio
per non restartene in disparte
perché ci sei ed esisti in questa vita
complicata, odiata ma nello stesso tempo tanto amata
Quando guardi in faccia la realtà
scopri che il sole caldo brucia ancora la ferita aperta
che forse non si chiuderà mai
Ti fa male vivere nel dolore
ma devi continuare, con le tue difficoltà
trovando sempre la forza per rialzarti quando cadi
anche se è difficile
perché la vita è come un attimo che fugge
Maledettamente oscura, meravigliosamente illuminata.
Concetta Di Piazza
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Ciao,
il mio nome è Leila.
Sono nata a Bologna il 18 Ottobre del 1996,
ma sono di origini sicilianissime...
Il mio papà e la mia mamma si trovavano li per motivi di lavoro.
La mamma mi ha raccontato che sono nata prematuramente, alla 28^
settimana di gestazione.
Pesavo 940 gr. e sono stata messa nell'incubatrice e vi sono
rimasta per circa 3 mesi,
Ero collegata attraverso dei tubicini a diversi macchinari, mangiavo
pochissimo e quel poco che riusciva ad entrare, veniva subito
rigettato fuori...
Una settimana dopo la mia nascita, è stato detto ai miei genitori che
avevo avuto un'emorragia cerebrale al momento della nascita e
nient'altro...
Quando raggiunsi il peso di Kg 2,200 venni dimessa dall'ospedale e
tornammo tutti a casa felici e contenti.
I miei genitori mi portavano spesso a controllo, ma fino all'eta di 6
mesi nessumo ci aveva detto che l'esser venuta a vedere questo mondo...
prima del previsto, aveva causato in me una TETRAPARESI SPASTICA, con
prevalente compromissione dell'arto superiore destro ed inferiore
sinistro.
Ne siamo venuti a conoscenza andando dal fisiatra, dietro insistenza
della nonna paterna.
Durante un periodo di vacanza in Sicilia, la mia nonna convinse i miei genitori a farmi fare una visita specialistica e
non la solita visita pediatrica.
Non stavo dritta, la mia manina destra era chiusa a pugnetto e non la si
riusciva ad aprire.
Ed ecco iniziati i guai... per me e per i miei genitori.
Avevo un annetto quando iniziai a far
fisioterapia e successivamente negli anni, ho fatto degli interventi: uno
per allungare i tendini ed un altro per impiantarmi la POMPA AL BACLOFENE, che devo ricaricare ogni sei mesi circa,
visto che le medicine per via orale, non fanno tanto effetto.
Adesso viviamo in un paese in Sicilia, Casteltermini (AG).
Il mio papà è stato fortunato... ha trovato lavoro come operaio e questo
ci ha permesso di ritornare a vivere e stare vicino ai nostri parenti,
ai quali voglio un mondo di bene ed anche loro ne vogliono a me.
Con noi c'è anche Giuseppe, il mio caro fratellino, che si prende molta
cura di me, giochiamo e litighiamo insieme ed è sempre pronto a darmi
una mano...
Un'altra mano la vorrei da voi,
aiutantemi ad andare al centro di riabilitazione ADELI che si
trova nella famosa località di cura Pieštany, Repubblica Slovacca, ma ci
vogliono tanti soldini.
Ad esser sincera, non sapevamo
dell'esistenza di questo centro, fino a quando per caso la nonna
materna, si è ritrovata fra le mani una rivista.
Sfogliandola si è soffermata a leggere
un articolo che parlava proprio di questo centro in Slovacchia. Subito è
corsa a darci la notizia ed in me si è acceso un barlume di speranza, ma
poi informandoci più dettagliatamente abbiamo saputo dei costi ed allora
per un pò ho smesso di sorridere, fino a quando non abbiamo conosciuto
delle persone che fanno parte di una associazione, il C.I.F
(Centro Italiano Femminile) che si stanno attivando per iniziare una
raccolta di fondi che potrà permettermi di indossare le... ali e volare
verso la "tuta" della speranza.

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