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Giovanni Paolo II è stato
il primo Papa a vivere il mondo di Internet.
Il suo pontificato inizia nel 1978 e proprio in quegli
anni il dipartimento della Difesa degli Stati Uniti
ufficializzava l’interconnessione sperimentale di alcuni
calcolatori sparsi per tutto il paese. Nacque così e si
sviluppò l’”Oceano Internet”.
Il rapporto tra il mondo cattolico e la rete deve
la sua genesi a Papa Wojtyla, il quale, ha voluto
segnare in questa data un nuovo modo di diffondere il
messaggio del Vangelo e della fede cristiana attraverso
una rete virtuale.
Si racconta che Giovanni
Paolo II, avendo capito le potenzialità di Internet,
avesse domandato: “Perché la Santa Sede non
è ancora lì? Chi deve decidere questo?” “Spetta
a Lei Santo Padre” gli risposero. “E
allora si faccia!”.
Il 24 marzo del 1997 la Santa Sede entra così
ufficialmente in Internet.
Il sito può essere consultato digitando la scritta:
www.vatican.va
Il 22 dello stesso mese
per la prima volta invia un messaggio al mondo
affidandosi al ciberspazio: si tratta delle scuse alle
vittime degli abusi sessuali da parte dei sacerdoti.
Sempre nel 2001 affronta
direttamente il tema dell’etica e dell’uso della rete
dicendo:
“Consideriamo la capacità positiva di
Internet di trasmettere informazioni e insegnamenti di
carattere religioso oltre le barriere e le frontiere.
Quanti hanno predicato il Vangelo prima di noi, non
avrebbero mai potuto immaginare un pubblico così
vasto... i cattolici non dovrebbero aver paura di
lasciare aperte le porte delle comunicazioni sociali a
Cristo affinché la Sua Buona Novella possa essere udita
dai tetti del mondo!”.
Dunque la rete globale
quale elemento di e-vangelizzazione, quale modo per la
chiesa cattolica per comunicare al suo interno, ma anche
quale mezzo per combattere le immoralità presenti nel
ciberspazio stesso.
La rete infine ha certamente significato un contatto
diretto con i suoi maggiori fruitori, i giovani, coloro
che il papa ha tanto cercato.
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